i Laziali, la Lazio e la sindrome di Re Salomone

Aperto da FatDanny, 11 Mar 2014, 08:44

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porgascogne

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pikkio ha scritto rifondando, ma s'è dimenticato una af
:=))

bak

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Citazione di: Kalle il 13 Mar 2014, 10:19
Fai finta che succeda...

Trovereste ancora corretto tutta questa contestazione? Con questi modi?

No.
Come ho sempre detto antepongo la Lazio ad ogni altra cosa.

RubinCarter

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Citazione di: Pikkio il 13 Mar 2014, 10:43
i miei interventi su questo tema sono stati, fin dall'inizio, orientati in due direzioni: capire i reali motivi della protesta, ed i mezzi con i quali viene messa in atto. lo dico in tutta franchezza: continuo ad essere scettico sulle ragioni e fortemente avverso al metodo. tra l'una e l'altra e' individuabile un solo filo conduttore, che e' lo stesso che da anni a questa parti attenta regolarmente e con ogni mezzo alla salute della nostra, nascondendosi nei momenti di euforia per poi tornare prepotentemente alla ribalta ad ogni nostro starnuto alimentando le voci sulla nostra morte.

prendo atto - e rispondo anche a ralph - di quanto sta accadendo nel nostro mondo.
prendo atto del fatto che a protestare sotto villa san sebastiano c'erano duecento persone poco piu' di un mese fa: ecco perche' le manifestazioni di protesta sono state fatte, e cosi' sara' sempre, allo stadio quando gioca la lazio, con sprezzo del pericolo relativamente alle unintended consequences o agli effetti collaterali: vincendo con l'atalanta saremmo stati a tre punti dalla zona el, lasciare la squadra sola e in balia dei propri alibi non mi sembra una grandissima idea, ma tant'e'.
prendo atto del fatto che la lazio quest anno ha rifondato ed e' ottava; ha rifondato anche il milan, che e' decimo tre punti dietro. che la roma americana ha rifondato due anni fa ed e' arrivata settima spendendo 6M per stekelemburg, 3M per il prestito di kjaer, 4,5M per jose' angel, 12M per bojan, 10M per borriello: fanno 35 milioni di euro per l'acquisto di prestazione sportive da parte di calciatori che hanno lasciato davvero un segno indelebile nella storia dei giallorossi, che pure hanno fallito il campionato successivo, e che dopo essere stati definitivamente cessati in virtu' della sessione di allenamento pomeridiano svolta il 26 maggio dalla lazio, sono misteriosamente tornati alla ribalta ma non nel campionato italiano, evento fisiologico, ma nelle menti di tanti nostri compagni di fede. scusatemi, ma alle ragioni di chi mi indica lo zenit nella roma, per favore, faccio a meno di credere.
prendo atto del fatto che tra le ragioni della protesta delle persone piu' ragionevoli, quelle che non si limitano al mero lotitommerda tenedevianna', c'e' che questa societa' e' frenata e potrebbe raggiungere traguardi migliori pipe in mouth. wow. era meglio quando eravamo semplicemente un popolo di commissari tecnici.
prendo atto delle insanabili divergenze di opinione e della mia insensata ricerca della ragionevolezza e della difesa [protesta] proporzionale all'offesa.
prendo atto delle vostre ragioni, delle ragioni dell'assoluta maggioranza. sara' che non credo nella maggioranza delle persone, mi sa che mi trovero' sempre d'accordo e a mio agio con una minoranza [cit.]. prendo atto della marea: l'unica cosa che posso fare io, allora, e' evitare di fare onda. si chiama democrazia, prendo atto -infine- della volonta' della maggioranza.


Grazie.

Emfio

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povero Salomone, in cosa è stato immischiato....

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eaglemiky

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Citazione di: FatDanny il 13 Mar 2014, 11:12

Tu credi che stiamo rifondando, io credo che ci stiamo attestando su altro.
Se io dessi a questa stagione il senso che gli dai tu, probabilmente il nostro accordo sarebbe totale.


Anche io e penso che anche la maggioranza dei contestatori percepisca non una rifondazione ma un ridimensionamento , il segnale dato dalla cessione di Hernanes a stagione in corso e' stato molto molto pesante a tal proposito.

Eiak

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* 2.207
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Citazione di: Pikkio il 13 Mar 2014, 10:43
continuo ad essere scettico sulle ragioni e fortemente avverso al metodo.

allora non sono solo!




Kalle

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Citazione di: bak il 13 Mar 2014, 11:15
No.
Come ho sempre detto antepongo la Lazio ad ogni altra cosa.

Non se semo capiti.


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sweeper77

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Pikkio per me non stai prendendo atto di nulla, in amicizia.
- Le 200 persone che stavano sotto villa san sebastiano ci stavano perchè stavi vendendo hernanes, e non stavi prendendo nessuno per colmare il gap con le altre, anzi ne rinforzavi una.
- Lasciare lo stadio vuoto per lazio atalanta si sapeva da due settimane, non vuol dire essere a 3 punti, a 6 o 12, significava fare quel gesto, non è che c'abbiamo avuto solo lazio atalanta in campionato, mo pare che quella era la partita della svolta.
- Gli esempi con le merde non li sta facendo nessuno che sta aderendo alla protesta su lazionet, anzi lo fa chi non contesta, asserendo che loro si sono un popolo che noi sogniamo di essere (me sò dovuto pià er maalox pè scrive sta cosa).
- Che molti pensino che questa società possa fare di più non significa essere commissari tecnici, significa prendere atto della realtà, stranamente le altre riescono a fare meglio di noi, pur non essendo strisciate, forse qualcosa si sta sbagliando sia a livello di gestione tecnica, sia di gestione economica.
;)

Kalle

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Citazione di: sweeper77 il 13 Mar 2014, 11:22
Pikkio per me non stai prendendo atto di nulla, in amicizia.
- Le 200 persone che stavano sotto villa san sebastiano ci stavano perchè stavi vendendo hernanes, e non stavi prendendo nessuno per colmare il gap con le altre, anzi ne rinforzavi una.
- Lasciare lo stadio vuoto per lazio atalanta si sapeva da due settimane, non vuol dire essere a 3 punti, a 6 o 12, significava fare quel gesto, non è che c'abbiamo avuto solo lazio atalanta in campionato, mo pare che quella era la partita della svolta.
- Gli esempi con le merde non li sta facendo nessuno che sta aderendo alla protesta su lazionet, anzi lo fa chi non contesta, asserendo che loro si sono un popolo che noi sogniamo di essere (me sò dovuto pià er maalox pè scrive sta cosa).
- Che molti pensino che questa società possa fare di più non significa essere commissari tecnici, significa prendere atto della realtà, stranamente le altre riescono a fare meglio di noi, pur non essendo strisciate, forse qualcosa si sta sbagliando sia a livello di gestione tecnica, sia di gestione economica.
;)

Posso cheiderti se il 77 del tuo nick è l'anno di nascita?


sweeper77

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certo che puoi, ed è il mio anno di nascita  ;)

Kalle

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Citazione di: sweeper77 il 13 Mar 2014, 11:28
certo che puoi, ed è il mio anno di nascita  ;)

Ok grazie. Capisco un pò meglio... Non te sei dovuto subire anni veramente bui e forse a malapena te ricordi di Verga..


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Sliver

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Citazione di: Jeffry il 13 Mar 2014, 10:07
Non ho nuove argomentazioni per risponderti.
Se non le solite che, appunto, non mi vedono d'accordo con questa contestazione.
Non nella sostanza, ma nella forma.
Perché Lotito se la merita tutta..
E se domani sparisse da Roma sarei il primo a festeggiare.
E' solo che, a me personalmente, l'idea di pisciare la Lazio perché l'obiettivo primario è cacciare il gestore non mi piace.
Non tifo a prescindere.
Semplicemente, tifo.
E se le cose vanno male, me rode er chiccherone e impreco contro tutto e tutti, ma poi la cosa più naturale che mi viene è stare ancora più vicino alla Lazio.
Perché anche questa stagione nata male e che sta finendo peggio potrebbe avere un'epilogo diverso dall'Armaggeddon se magari ci fosse un'altra situazione ambientale?!
Non è una certezza e magari non servirebbe ma, cazzo, almeno il dubbio ce lo potremmo levare no?!
Però ripeto, io parto dalla posizione in cui allo stadio la cosa per me più naturale è tifare Lazio almeno nei 90 minuti di gioco.
E comunque non vorrei divagare più di tanto; si stava discutendo del rischio che corre la Lazio continuando con questa forma di contestazione.
Del muro che sembra avvicinarsi sempre più velocemente.
A me delle prove di forza, se poi a schiantarsi è la Lazio, mi interessano fino ad un certo punto; io proverei a frenare.
O almeno a trovare una soluzione per saltarlo sto muro.

Condivido questa preoccupazione e questa predisposizone, insita nello spirito del topic: "l'idea di pisciare la Lazio perché l'obiettivo primario è cacciare il gestore non mi piace". E penso proprio che non sia il sentimento maggioritario e l'obiettivo prioritario della contestazione.

Io contesto con lo spirito condiviso da molti qui dentro, cioé per spingere la società a un cambio di passo e, se possibile, favorire-agevolare-supportare un cambio di gestione per voltare pagina in meglio. In questo momento, come è sempre successo nella storia del calcio, miglioramento tecnico e di relazioni e riavvicinamento dei tifosi viaggiano di pari passo.

Come tanti altri, ho maturato questa idea nel tempo, senza alcun pregiudizio preventivo, alla luce delle azioni ed eventi succeduti negli anni. All'inizio ho messo in discussione anche una certa idiosincrasia per lo stile "populista" di Lotito (ho scolpita nella mente l'accoglienza littoria della curva, quella sintonia "culturale" che dovrebbe far riflettere tanti quanti riprongono lo schema logoro "Lotito versus ex irrudicibili", i quali manovrerebbero il resto dei contestatori..).

Nonostante questo imprinting non ho "condannato" nessuno. Anzi, quando la Lazio è stata fatta oggetto di operazioni vergognose, non ho avuto dubbi da quale parte stare.

La ricerca di questo "miglioramento" non è una condizione oggettiva e immutabile nel tempo: nel 1982, in serie B, era il ritorno dei "figliol prodighi" Giordano e Manfredonia e la speranza Chinaglia; nel 1987 era la banda Fascetti e la rigorosità sabauda di Calleri; nel 1993 il ritorno in Europa e Beppe gol, alla luce della rivoluzione dei diritti tv. E cosi via. Contesti, obiettivi, sentimenti diversi tra di loro. Nell 1996, se non sbaglio, un corteo invase le strade di Roma per impedire la vendita di Signori.

Oggi stiamo sperando che l'agognata punta acquistata a gennaio possa fare un allenamento normale dopo due mesi.

Non si tratta di fare comparazioni estrapolate dal contesto reale. Il ragionamento va capovolto: ogni volta che per bravura (e fortuna) Lotito si è trovato sul ciglio del decollo, puntualmente ha scelto un'altra strada. Ripeto, non perché sia romanista, ma perché ha inteso il suo ruolo non curante delle praterie che si aprivano. Non si tratta di una casistica standard ma di scelte che, dalla prima qualificazione in CL, passando per le esclusioni del 2009 e la quasi B con Ballardini, le dimissioni minacciate di Reja, i non-mercati estivi e di gennaio, fino a Hernanes hanno un segno comune: indebolimento tecnico. Non chiaro-scuri, ma solo scuri.

Il cruccio e l'incazzatura nascono da qui, condite ovviamente da un rapporto "sentimentale" di quarta categoria. In questi anni di scarso livello agonistico della serie A bastava un niente per essere protagonisti subito dopo le strisciate. Dire abbiamo vinto più del Napoli significa gettare il sale sulle ferite, perché bastava proprio poco in un campionato così livellato.

Bastava il buon senso e gli stessi soldi "investiti" nel nulla per posizionare la Lazio a ridosso delle prime, in grado di competere sul serio nelle coppe, riaccendere entusiasmo e partecipazione. Al netto di ciò che significa oggi nel 2014, nel calcio italiano, "partecipazione", concetto da tarare nei limiti del giocattolo-calcio accennati qualche pagina fa.

Il consenso trasversale della contestazione è un lungo accumulo che parte dalle prime avvisaglie del 2007 e poi si sviluppa dal 2009, e non c'entra nulla con le vecchie ruggini degli ex amanti che si lisciavano il pelo nelle trasmissioni radiofoniche "mentalizzate" di metà anni duemila.

Oggi rischiamo di sbattere addosso al muro sia se saremo silenti davanti la reiterata umiliazione tecnica, gestionale e "sentimentale" di Lotito sia se la protesta perderà le caratteristiche larghe, disinteressate (nel senso fuori da evidenti speculazioni private/politiche/opache), pacifiche (nella sostanza di questo concetto).

Nel nostro piccolo, che poi proprio piccolo non è, abbiamo un compito in più: qualificare questo atto d'amore e di difesa della Lazio provando a mettere in discussione oltre al giocatore (il Lotito di turno) anche il "tavolo da gioco". Dovremmo dire forte e chiaro che non siamo in attesa di un altro messia, egocentrico, padre-padrone, che gestisca come cosa privata un bene comune - magari da accogliere con le mani a paletta - ma vorremmo immaginare un rapporto nuovo tra tifosi, squadra e società. Come avviene in tante parti d'Europa. Per una volta,  di questi tempi, l'Europa potrebbe avere un volto amichevole e non quello spietato della Bce.  ;)


Tarallo

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Mai, negli esempi da te citati, il tifoso a abbandonato la Lazio e ha scientemente e attivamente contribuito a spaccarne la tifoseria, a deprimerne i giocatori e a contribuire al (quando non a giore del) le sue sconfitte.

sweeper77

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Citazione di: Kalle il 13 Mar 2014, 11:33
Ok grazie. Capisco un pò meglio... Non te sei dovuto subire anni veramente bui e forse a malapena te ricordi di Verga..

non so perchè ma immaginavo che scrivevi questa cosa  :)
Immagino che ritieni altrettanto facile per un bambino diventare della lazio quando la squadra sta per scomparire, e dellà meglio non parlarne.  ;)

fish_mark

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Al carissimo Pikkio e a molti altri che si stanno affannando a cercare di trovare punti di contraddizione e incongruità di questa protesta dico che ce ne sono a pacchi e che la maggioranza in democrazia vince, anche se non ha sempre ragione.

Mi sono soffermato su una critica che viene fatta abbastanza ricorrentemente, ossia sulla mancanza di un disegno chiaro, mentre il metodo è molto discutibile.

Sugli slogan che hanno fatto da colonna sonora in Lazio-Sassuolo convengo: sono davvero indigeribili. Mi ha colpito vedere anche bambini urlare e inveire contro Lotito, il che è davvero poco edificante e per niente educativo, ma su questo sarebbe il caso un esame di coscienza dei genitori: ma qui sorvoliamo perché siamo su Lazio.net e non su Protestantesimo.

Sul disegno poco chiaro però vorrei far osservare che non solo nelle rivoluzioni, ma anche nelle manifestazioni sindacali contro la riforma Fornero, sono pochi coloro che hanno un disegno chiaro in mente, preciso fin nei dettagli, mentre ci si unisce su pochi slogan che mettono d'accordo tutto e tutti, nonostante le divergenze e le contraddizioni sempre presenti. Funziona sempre così in questi casi e funziona così in questa protesta dove la CN si è caricata tutto il risentimento dell'intero popolo laziale, che esiste, nonostante le tabelle, i grafici, i confronti dei dati di bilancio, che spiegano molto ma non chiariscono tutto.
E' inutile in questo quadro chiedersi dove saranno mai le ragioni della protesta se, tutto sommato, in termini sportivi non possiamo lamentarci più di tanto. 40 mila persone che si muovono per una protesta non possono essere semplicemente tutti insieme lobotomizzati da un complotto ben orchestrato: i dati di fatto dello scontento non sono misurabili e quantificabili con il bilancino, ma sono presenti e vivi.

Noto ancora la ricerca spasmodica di alcuni del plot che del 2006, quando la CN si mise in testa di essere nientedimeno protagonista di un cambio di proprietà, un qualcosa al di sopra dei propri mezzi politici e culturali con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Su questo, però, non va sottaciuta la grande ingiustizia che hanno subito i noti capi della curva che si sono dovuto fare due anni di carcerazione preventiva per un processo che deve ancora dire la sua parola finale. Si è trattato di una vicenda dove, se si scende un po' nei dettagli, viene fuori un quadro che mette in discussione le certezze molto esibite dai censori della domenica, dai campioni del garantismo a targhe alterne, nonché degli amanti delle raffinatezze giuridiche che stupirebbero il miglior Beccaria.

Non c'è niente di tutto questo oggi, c'è soltanto un popolo che ha paura del ridimensionamento, teme il decollo romanista e si rifiuta di consegnare il proprio futuro di tifosi al lotitismo, che dopo 10 anni ha fatto intendere fin nei dettagli il proprio disegno.


Tarallo

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Citazione di: fish_mark il 13 Mar 2014, 11:42
Sul disegno poco chiaro però vorrei far osservare che non solo nelle rivoluzioni, ma anche nelle manifestazioni sindacali contro la riforma Fornero, sono pochi coloro che hanno un disegno chiaro in mente,

A parte che spesso non e' vero, le rivoluzioni hanno benissimo in mente una societa' diversa, ma anche se fosse, tu approvi una protesta fatta cosi', io e altri no. Sul metodo vedo che siamo d'accordo, e e' gia' qualcosa. Again, tu decidi di ignorarlo e ti accodi, io no.

Poi c'e' tutto il resto, che vedo che pian piano sta registrando anche nelle menti piu' restie.

blow

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Citazione di: FatDanny il 13 Mar 2014, 11:12

Tu credi che stiamo rifondando, io credo che ci stiamo attestando su altro.
Se io dessi a questa stagione il senso che gli dai tu, probabilmente il nostro accordo sarebbe totale.


Sul resto delle cose che dici, le perplessità che poni sulle forme della protesta e quindi il loro rifiuto, sono le mie

quoto questa risposta a pikkio. come puoi affermare che questo anno abbiamo rifondato che abbiamo dei centrali di difesa da buttare al macero, che la punta non ce l'hai e i giovani li devi aspettare un altro paio almeno. hai preso un centrocampista che non serviva che ora è finito totalmente ai margini, superato nelle gerarchie pure da un giocatore in prestito.
io vedo uno scempio in quello che è stato fatto quest'anno, non c'è niente di rifondato, e credimi, è forse la ragione principale per cui molti altri hanno lazato bandiera bianca dopo averlo difeso (quasi) sempre.

le perplessità le hanno tutte le persone di buonsenso, credo, nel cavalcare i toni della protesta.

e poi questo (parole sante):
Citazione di: Sliver il 13 Mar 2014, 11:36
Condivido questa preoccupazione e questa predisposizone, insita nello spirito del topic: "l'idea di pisciare la Lazio perché l'obiettivo primario è cacciare il gestore non mi piace". E penso proprio che non sia il sentimento maggioritario e l'obiettivo prioritario della contestazione.

Io contesto con lo spirito condiviso da molti qui dentro, cioé per spingere la società a un cambio di passo e, se possibile, favorire-agevolare-supportare un cambio di gestione per voltare pagina in meglio. In questo momento, come è sempre successo nella storia del calcio, miglioramento tecnico e di relazioni e riavvicinamento dei tifosi viaggiano di pari passo.

Come tanti altri, ho maturato questa idea nel tempo, senza alcun pregiudizio preventivo, alla luce delle azioni ed eventi succeduti negli anni. All'inizio ho messo in discussione anche una certa idiosincrasia per lo stile "populista" di Lotito (ho scolpita nella mente l'accoglienza littoria della curva, quella sintonia "culturale" che dovrebbe far riflettere tanti quanti riprongono lo schema logoro "Lotito versus ex irrudicibili", i quali manovrerebbero il resto dei contestatori..).

Nonostante questo imprinting non ho "condannato" nessuno. Anzi, quando la Lazio è stata fatta oggetto di operazioni vergognose, non ho avuto dubbi da quale parte stare.

La ricerca di questo "miglioramento" non è una condizione oggettiva e immutabile nel tempo: nel 1982, in serie B, era il ritorno dei "figliol prodighi" Giordano e Manfredonia e la speranza Chinaglia; nel 1987 era la banda Fascetti e la rigorosità sabauda di Calleri; nel 1993 il ritorno in Europa e Beppe gol, alla luce della rivoluzione dei diritti tv. E cosi via. Contesti, obiettivi, sentimenti diversi tra di loro. Nell 1996, se non sbaglio, un corteo invase le strade di Roma per impedire la vendita di Signori.

Oggi stiamo sperando che l'agognata punta acquistata a gennaio possa fare un allenamento normale dopo due mesi.

Non si tratta di fare comparazioni estrapolate dal contesto reale. Il ragionamento va capovolto: ogni volta che per bravura (e fortuna) Lotito si è trovato sul ciglio del decollo, puntualmente ha scelto un'altra strada. Ripeto, non perché sia romanista, ma perché ha inteso il suo ruolo non curante delle praterie che si aprivano. Non si tratta di una casistica standard ma di scelte che, dalla prima qualificazione in CL, passando per le esclusioni del 2009 e la quasi B con Ballardini, le dimissioni minacciate di Reja, i non-mercati estivi e di gennaio, fino a Hernanes hanno un segno comune: indebolimento tecnico. Non chiaro-scuri, ma solo scuri.

Il cruccio e l'incazzatura nascono da qui, condite ovviamente da un rapporto "sentimentale" di quarta categoria. In questi anni di scarso livello agonistico della serie A bastava un niente per essere protagonisti subito dopo le strisciate. Dire abbiamo vinto più del Napoli significa gettare il sale sulle ferite, perché bastava proprio poco in un campionato così livellato.

Bastava il buon senso e gli stessi soldi "investiti" nel nulla per posizionare la Lazio a ridosso delle prime, in grado di competere sul serio nelle coppe, riaccendere entusiasmo e partecipazione. Al netto di ciò che significa oggi nel 2014, nel calcio italiano, "partecipazione", concetto da tarare nei limiti del giocattolo-calcio accennati qualche pagina fa.

Il consenso trasversale della contestazione è un lungo accumulo che parte dalle prime avvisaglie del 2007 e poi si sviluppa dal 2009, e non c'entra nulla con le vecchie ruggini degli ex amanti che si lisciavano il pelo nelle trasmissioni radiofoniche "mentalizzate" di metà anni duemila.

Oggi rischiamo di sbattere addosso al muro sia se saremo silenti davanti la reiterata umiliazione tecnica, gestionale e "sentimentale" di Lotito sia se la protesta perderà le caratteristiche larghe, disinteressate (nel senso fuori da evidenti speculazioni private/politiche/opache), pacifiche (nella sostanza di questo concetto).

Nel nostro piccolo, che poi proprio piccolo non è, abbiamo un compito in più: qualificare questo atto d'amore e di difesa della Lazio provando a mettere in discussione oltre al giocatore (il Lotito di turno) anche il "tavolo da gioco". Dovremmo dire forte e chiaro che non siamo in attesa di un altro messia, egocentrico, padre-padrone, che gestisca come cosa privata un bene comune - magari da accogliere con le mani a paletta - ma vorremmo immaginare un rapporto nuovo tra tifosi, squadra e società. Come avviene in tante parti d'Europa. Per una volta,  di questi tempi, l'Europa potrebbe avere un volto amichevole e non quello spietato della Bce.  ;)



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NoSurrender

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Citazione di: Tarallo il 13 Mar 2014, 11:40
Mai, negli esempi da te citati, il tifoso a abbandonato la Lazio e ha scientemente e attivamente contribuito a spaccarne la tifoseria, a deprimerne i giocatori e a contribuire al (quando non a giore del) le sue sconfitte.

La tifoseria non ha abbandonato la Lazio, anzi sta cercando un modo per non farla morire illanguidita e spenta.

La tifoseria spaccata ormai non lo è più, perché al 99% si è ricompattata su posizioni che ne contestano il tipo di gestione e di ambizioni.

I giocatori sono demotivati e depressi dai comportamenti della dirigenza, che aspetta mesi per cambiare allenatore e vende i migliori senza rimpiazzarli, non da uno stadio vuoto a Lazio-Atalanta a cose ormai compromesse.

Nessuno ha mai gioito per le sconfitte della Lazio, tranne qualche isolato col.glione forse, e certo non riguarda alcuno di quelli che discutono qui sopra.

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