Allora, faccio un po' di chiarezza sul campionato 2002, visto che sono, come dire, "parte in causa". La Juve uscì teoricamente dalla corsa scudetto il sabato di Pasqua, quando pareggiò 1-1 proprio contro la Lazio (in una partita in cui venimmo presi a pallate da C. Lopez, Fiore e Stankovic), mentre l'Inter vinse a Firenze. Il distacco salì a sei punti, e la corsa scudetto sembrava al capolinea, anche guardando il calendario. La domenica dopo, peraltro, ci credevo talmente tanto che mi misi a guardare il Giro delle Fiandre (vinto tra l'altro dal grande Andrea Tafi) invece che seguire la giornata di campionato. E invece ci fu la svolta: l'Inter perse clamorosamente in casa contro l'Atalanta, la Roma venne bloccata ancor più clamorosamente dal già retrocesso Venezia (ne ho parlato nel topic della Hall of [...]) e la Juve, vincente 4-0 a Perugia, tornò in lizza per il titolo, portandosi a -3. Altra svolta importante ci fu a due giornate dalla fine: vittoria Juve a Piacenza, pareggio dell'Inter contro il Chievo, pareggio della Roma a Milano contro i rossoneri, e Juve a -1 dopo aver superato i giallorossi. Il resto lo conoscete, perchè ne siete stati protagonisti.
Diciamo che la Juve da quella corsa scudetto era uscita - del tutto momentaneamente, sia chiaro - più dal punto di vista mentale che da quello matematico, visto che c'era ancora un'eternità da giocare, e infatti alla fine della stagione i giocatori della Juve dissero tutti la stessa cosa: Lippi in allenamento ci fracassò i cosiddetti fino allo sfinimento, dicendo di crederci fino alla fine.