La Lazio è un grande Club, o no?

Aperto da Thunder, 19 Ott 2015, 16:20

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ranocchio

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Citazione di: Palo il 20 Ott 2015, 13:35
Rano', in generale mi piace quello che scrivi e la tua competenza manageriale. Condivido le tue idee.


MA I TRE PARAMETRI ... NOOOOOOOO!
:) requisiti va meglio  :)

Palo

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Citazione di: ranocchio il 20 Ott 2015, 22:55

:) requisiti va meglio  :)
Mi spiace ... ormai sei condannato all'ignore ... insieme a quel pirla di VAZ e quell'altro idiota di fabri83

Zoppo

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Citazione di: Palo il 20 Ott 2015, 23:05
Mi spiace ... ormai sei condannato all'ignore ... insieme a quel pirla di VAZ e quell'altro idiota di fabri83

Saggio

arkham

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Citazione di: Warp il 19 Ott 2015, 16:56
dipende cosa si intende per grande Club

Se per grande club intendi l'Aristocrazia tipo Real, Barcellona, Bayern, Juve, Liverpool, Milan, Inter, Ajax, ManUTD e compagnia, ovviamente manco da lontano

Se per grande club intendi l'Alta borghesia tipo PSG, Arsenal, Chelsea, ManCity, manco

Se per grande club intendi la media borghesia tipo Atletico, Siviglia, OM, squadre tedesche forse li nei periodi di vacche grasse

Noi siamo dei piccoli borghesi che cercano di fare di necessità virtù, cercano l'investimento, la botta di q. non potendo competere con i grossi capitalisti, lavoriamo sul residuale.

in sostanza no, non siamo un grande club.

Ma poi come dico altrove la reputazione te la fai solo con i risultati. Se vinci diventi interessante e rivinci, sennò resti il solito sfigato che ha vinto 2 scudetti che sono rimasti lettera morta e che in entrambi i casi pochi anni dopo ti hanno portato sull'orlo del fallimento.

Segno che non ci fu strategia a lungo termine e errori di valutazione
OT
Le tre squadre evidenziate per blasone e risultati anche recenti all'Atletico Madrid je spicciano casa.
Guarda il palmares dei colchoneros, e immagina che hanno vinto quello che hanno vinto nel campionato in cui giocano Real Madrid e Barcelona.
EOT

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Duca

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Citazione di: Palo il 20 Ott 2015, 23:05
Mi spiace ... ormai sei condannato all'ignore ... insieme a quel pirla di VAZ e quell'altro idiota di fabri83

Trovo anche io puntuale la tua affermazione!

Duca

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Citazione di: Mohammed Hussein il 20 Ott 2015, 15:59
Per completezza d'informazione aggiungo questo



Il tifoso laziale, come attaccamente alla propria squadra, è leggermente sopra la media. E' proprio numericamente in termini assoluti che paghiamo dazio.

In Germania, così come in Inghilterra, le tifoserie hanno un attaccamento alla propria squadra neanche paragonabile all'Italia. I tifosi vanno a vedere le partite indipendentemente dal fatto che le squadre vadano bene, mentre in Italia alla terza sconfitta di fila gli spalti si svuotano.

L'Amburgo, per fare un esempio, fa schifo al cazzo da anni (due spareggi consecutivi per non retrocedere) e da anni fa 50.000 presenze fisse allo stadio. Inimmaginabile in Italia.

Aggiungici che praticamente tutti acquistano prodotti ufficiali, come si può ben vedere dalle immagini dei tifosi sugli spalti e dai dati sul merchandising e vedrai come paragonare il numero di abitanti delle città, messa così, ha poco senso.

Questo tenendo bene in mente che quel dato di 1.7 milioni di tifosi vale un po' come quello delle merde al Circo Massimo.

Confermo e aggiungo che il St Pauli, sempre ad Amburgo, ne fa fissi 30000 pur in seconda liga. Lo stadio d'altronde non ne tiene di più...

ADLER SSL1900

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A livello nazionale siamo tra le prime 6, fascia medio alta quindi.
Parlo a livello di Club.

Duca

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Era solo per dire che in sostanza, oggi come oggi, il calcio in Italia fa vomitare.   :S

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maumarta

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Negli anni '80, quando essere Laziale equivaleva a tuffarsi in una salina con un costumino di cilicio, la domanda sull'essere grandi o meno non ce la ponevamo proprio.
Non avevamo tempo.
Però affrontavamo a testa alta e petto in fuori quello che succedeva e... aspettavamo.
Per noi, in quei momenti, l'interrogativo sul secondo scudetto non era sul "se" sarebbe arrivato ma "quando".
Perchè la Lazio non è l'Atalanta o l'Udinese.
Quei tifosi approcciano ogni stagione come la precedente e riguardo scudetti e coppe pensano "chissa se almeno una volta".
Noi no.
Noi siamo la lazio, siamo Roma, siamo tanta roba a livello di storia e tradizione ma non siamo il top e lo sappiamo.
Pur non essendo il top sappiamo che ogni tanto ci tocca... e aspettiamo.

In questo panorama calcistico, con la nuova distribuzione della ricchezza in base anche al bacino d'utenza, si può pianificare questa attesa anche sfruttando SOLO quanto viene prodotto, senza introiti esterni, come oggi.
Per essere pronti quando capita l'occasione (ed era capitata eccome) bisogna fare sempre in modo di sfruttare la massimo le nostre potenzialità economiche in materia di sponsor, sfruttamento dell'immagine, gestione dei contratti...
Questo oggi lo facciamo?

Non vorrei scoprire in futuro di aver saltato un turno sulla giostra...

gentlemen

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Citazione di: maumarta il 21 Ott 2015, 17:31
Negli anni '80, quando essere Laziale equivaleva a tuffarsi in una salina con un costumino di cilicio, la domanda sull'essere grandi o meno non ce la ponevamo proprio.
Non avevamo tempo.
Però affrontavamo a testa alta e petto in fuori quello che succedeva e... aspettavamo.
Per noi, in quei momenti, l'interrogativo sul secondo scudetto non era sul "se" sarebbe arrivato ma "quando".
Perchè la Lazio non è l'Atalanta o l'Udinese.
Quei tifosi approcciano ogni stagione come la precedente e riguardo scudetti e coppe pensano "chissa se almeno una volta".
Noi no.
Noi siamo la lazio, siamo Roma, siamo tanta roba a livello di storia e tradizione ma non siamo il top e lo sappiamo.
Pur non essendo il top sappiamo che ogni tanto ci tocca... e aspettiamo.

In questo panorama calcistico, con la nuova distribuzione della ricchezza in base anche al bacino d'utenza, si può pianificare questa attesa anche sfruttando SOLO quanto viene prodotto, senza introiti esterni, come oggi.
Per essere pronti quando capita l'occasione (ed era capitata eccome) bisogna fare sempre in modo di sfruttare la massimo le nostre potenzialità economiche in materia di sponsor, sfruttamento dell'immagine, gestione dei contratti...
Questo oggi lo facciamo?

Non vorrei scoprire in futuro di aver saltato un turno sulla giostra...
Con il massimo rispetto, forse hai dimenticato che chi nel 2004 è subentrato a gestire la Lazio ha dovuto pianificare ed attuare una strategia che sanasse una società che aveva circa, se non di più, 250 milioni di euro di debiti (perdonami se sbaglio la cifra, ma siamo lì....) ed una gestione che creava passività in maniera mostruosa.....
Solo x fare un esempio: se qualcuno di noi fa un mutuo x 200 mila euro perché acquista casa, pagando una rata da 1200 euro, e magari guadagna 3500 euro, può andare in un altra banca e chiedere altri 150 mila euro di prestito, magari x fare investimenti personali....datevi una risposta....
Attualmente la Lazio ha una strategia societaria ben definita, oggi l'attuale società non si può permettere di mettere il proprio destino, o meglio PALLE, in mano ad una banca, perché a questo equivarrebbe, perché l'aggravio dell'impegno economico al risanamento del debito con l'erario non è la rata da 6 milioni, ma l'intero importo, va di per sé che è già tanto che la società, ed il valore economico e tecnico-agonistico della squadra sia in costante e considerevole crescita da 11 anni a questa parte.
Evitate di fare confronti con l'altra parte della Città, sappiamo bene come sono andate le cose, il medesimo gruppo bancario ha rilevato sia la Lazio che la roma, in entrambi i casi per crediti che aveva con i rispettivi proprietario e, debiti con l'erario a parte (non se l'as li avesse nel post-Sensi....), ha adottato due comportamenti diversi se non opposti: nel caso della Lazio ha imposto la vendita dei giocatori che maggiormente potessero fare mercato, rientrando e recuperando tanta liquidità, subito, cercando un abile imprenditore che desse garanzie sulla sopravvivenza della società, soprattutto del risanamento economico, ma non ponendosi in alcun modo il problema del mantenimento del livello di competitività sportiva che aveva allora raggiunto la Lazio di Cragnotti; nel caso della roma Unicredit (che ai nostri tempi si chiamava Capitalia) si è molto preoccupata di non abbassare il livello agonistico della squadra, non ha proceduto alla vendita dei pezzi pregiati in massa, si è caricata degli enormi costi di gestione, ed ha pazientemente scelto, in tutto il mondo, quegli uomini d'affari che garantissero cmq una certa continuità e che potessero fare business con la società stessa.
Quindi evitiamo assurdi paragoni: perché hanno fatto questa scelta ?
Forse proprio perché la nostra piazza è commercialmente meno sfruttabile, essendo, anche ai tempi del Cragna, eterni rompipalle, e cntestatori, mentre quelli dellà sono cmq sempre presenti in massa.

pantarei

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impossibile non fare i confronti con le merde.
impossibile accettare questo ruolo secondario.

COLDILANA61

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Citazione di: fish_mark il 19 Ott 2015, 18:24
Fino a qualche tempo fa la sintesi dell'epopea cragnottiana veniva ridotta a quei "quattro anni". Ora sono diventati 3. Per comodità di sintesi, a questo punto sarebbe meglio parlare di due fortunatissimi anni, il 1998-99 e il 1999-2000, come se Don Sergio avesse tirato fuori la combinazione vincente come capitò al povero e indimenticabile Lenzini.

E invece no, non ci siamo.

Cragnotti arriva nel 1992 e da allora si cambia. Si passa dalla Formula 3 alla Formula 1. Altro che storie.
Si tratta di 10 anni di successi e di stratosfera del calcio nazionale e internazionale.
Qualche nome per rinfrescare la memoria: si passa da Domini e Madonna (non sto bestemmiando, sono due dei giocatori della Lazio) a Boksic e Casiraghi, tanto per citare nomi a caso. Del resto li conosciamo tutti benissimo.

Ma non basta per fare un grande club .

Quanti si ricordano del Bologna anni '30 ?

La risposta e' NO . Non siamo un grande un grande club .

I grandi club stanno in doppia cifra sugli scudetti e vittorie internazionali negli anni . anzi decenni .

La classifica italiana dice che Milan , Inter , Juve sono (in quest'ordine) dei grandi club .

Il resto ? Normali . Anche quelli eredi dell'impero de sto catso .


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Omar65

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Non lo so. Ma è  la mia squadra.

meanwhile

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ES

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Citazione di: pantarei il 21 Ott 2015, 21:38
impossibile non fare i confronti con le merde.
impossibile accettare questo ruolo secondario.
Dici che se mi faccio prestare un par de centomila e ti vengo a strobazzare sotto casa col Ferrari ti ho relegato ad un ruolo secondario? O penseresti che sono un [...]?
Tra parentesi negli ultimi 10 anni hai rimorchiato più te col suzukino che io.
Certo, a me col Ferrari mi hanno invitato a qualche festa, ma pure lì non ti sei perso niente, ho rotto pure un bicchiere e ho fatto una figuraccia. Sette anni sette di disgrazie.  ;)

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Citazione di: ES il 22 Ott 2015, 01:12
Dici che se mi faccio prestare un par de centomila e ti vengo a strobazzare sotto casa col Ferrari ti ho relegato ad un ruolo secondario? O penseresti che sono un [...]?
Tra parentesi negli ultimi 10 anni hai rimorchiato più te col suzukino che io.
Certo, a me col Ferrari mi hanno invitato a qualche festa, ma pure lì non ti sei perso niente, ho rotto pure un bicchiere e ho fatto una figuraccia. Sette anni sette di disgrazie.  ;)

Beh, insomma, avrà pure rimorchiato, ma se vai a strigne un paio di limonate e ti fermi lì.
Tu invece alle feste ne avrai vista anche se poi anche tu ti seri fermato lì ...

gentlemen

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La LAZIO è un grande Club, non lo dico da tifoso, è percepito come tale, e lo è per i risultati agonistici sportivi.

bizio67

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Per me è la squadra più importante al mondo...oggettivamente dovremmo capire cosa si intende per grandi club e se penso al Barca, Real, Bayern, la risposta ovviamente è no

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Citazione di: COLDILANA61 il 21 Ott 2015, 21:48
Ma non basta per fare un grande club .

Quanti si ricordano del Bologna anni '30 ?

La risposta e' NO . Non siamo un grande un grande club .

I grandi club stanno in doppia cifra sugli scudetti e vittorie internazionali negli anni . anzi decenni .

La classifica italiana dice che Milan , Inter , Juve sono (in quest'ordine) dei grandi club .

Il resto ? Normali . Anche quelli eredi dell'impero de sto catso .

Carissimo Thunder
quelli sono i grandissimi, ma anche se vai lì ci sono dei pezzi che se glieli togli hai un club c.d. normale.
L'Inter posa il suo mito sull'epopea morattiana, mica su Fraizzoli e Beccalossi. Il Milan pre-Berlusconiano è una nobile decaduta che poggia su Rivera alla stessa maniera in cui noi avevamo in salotto la foto appesa di Chinaglia.
quanto alla Juventus è proprietà degli Agnelli dal 1923, quindi parliamo di una storia eccezionale.

Sliver

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Citazione di: gentlemen il 21 Ott 2015, 20:07
Con il massimo rispetto, forse hai dimenticato che chi nel 2004 è subentrato a gestire la Lazio ha dovuto pianificare ed attuare una strategia che sanasse una società che aveva circa, se non di più, 250 milioni di euro di debiti (perdonami se sbaglio la cifra, ma siamo lì....) ed una gestione che creava passività in maniera mostruosa.....
Solo x fare un esempio: se qualcuno di noi fa un mutuo x 200 mila euro perché acquista casa, pagando una rata da 1200 euro, e magari guadagna 3500 euro, può andare in un altra banca e chiedere altri 150 mila euro di prestito, magari x fare investimenti personali....datevi una risposta....
Attualmente la Lazio ha una strategia societaria ben definita, oggi l'attuale società non si può permettere di mettere il proprio destino, o meglio PALLE, in mano ad una banca, perché a questo equivarrebbe, perché l'aggravio dell'impegno economico al risanamento del debito con l'erario non è la rata da 6 milioni, ma l'intero importo, va di per sé che è già tanto che la società, ed il valore economico e tecnico-agonistico della squadra sia in costante e considerevole crescita da 11 anni a questa parte.

Partendo dal fatto che, grande o no, questa maglia è la mia maglia, dico: forse è l'ora di dare il giusto valore a sta storia del debito. Perché 6 milioni l'anno per i prossimi 10 anni, a fronte dell'introito fisso dei diritti tv (7-8-9 volte?), contano zero rispetto alle "prospettive da grande". In un'economia globale fondata sul debito, in un settore come quello calcistico che nelle vette più grandi si nutre di investimenti a debito. Non è questa minima zavorra che impedisce gli investimenti/strategie/politiche adeguate per stare stabilmente nelle zone di vertice. Per stare proprio al vertice, invece, serve uno stadio di proprietà. Questo si. (OT: sarebbe bello un progetto che non preveda lo stravolgimento dei piani urbanistici, speculazione a mani basse, devastazione della città. Una cosa diversa dalla mafia dellà)

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