Citazione di: gesulio il 10 Nov 2015, 15:19
no, così non se ne esce.
tu devi fare la tua parte, assolutamente e indipendentemente.
la catastrofe prevedibile di maggio a roma non la controbatti chiedendo alla squadra più palle o acquisti utili a gennaio.
la tua Lazialità non te la possono dettare la società o i giocatori attuali.
semmai è il contrario.
semmai sei tu che la insegni a loro.
e non è certo disertando al derby o seminando l'odio reciproco attraverso attribuzioni di colpe a chi non fa altro che seguire il proprio istinto e andare allo stadio sempre e comunque.
però possiamo sempre metterci comodi ad aspettare che lotito e la squadra accettino le loro colpe e facciano qualcosa di utile in tal senso. tipo levarsi dalle scatole, cedendo la quota di maggioranza, o comprando 4/5 campioni.
abbiamo aspettato 11 anni, aspettiamone con comodo e dividendoci sempre più altri 11.
Gesulio, il problema non è ragionare in punta di principio. Li, nello stadio ideale, i tifosi della Lazio (o della qualunque) sono sempre 50 mila, al netto della minestra, dei commensali, del menù, dei tavoli e degli astanti. Nella realtà, lo riempiono se c'è qualcosa in più oltre alla carta d'identità del tifoso, che accerta di che squadra sei.
E bada bene, quel qualcosa in più dipende anche dagli stessi tifosi, come quando producono una sacrosanta protesta (nelle ragioni) senza immaginare un modo che non anticipi il disastro contro cui si mobilitano, un modo che allarghi la partecipazione, che non proponga solo la diserzione permanente.
Per questi motivi, domenica scorsa, io te e altri 3 mila - de 'na certa, ce lo possiamo dire - non abbiamo lasciato la Lazio sola contro i mistificatori di una banca. E ci saremo ancora - ognuno nel modo che può - ogni volta che servirà, oltre convenienze, contingenze, opportunismi, entusiasmi e depressioni.
Ma così non ci arrivi a 50 mila. Serve altro, una gradazione variabile di piccole e grandi cose. Società, tecnico, giocatori devono fare la loro parte, in tanti modi che conosciamo tutti (compreso il Gascoigne di turno, caro Fish, non c'è dubbio. Non proponevo il social forum ;-) ).
Non sottovalutiamo però cosa significano le nuove norme liberticide introdotte da Gabrielli & co., che rischiano di far saltare per sempre un modo di stare allo stadio. Caro Guy: di te e di me o del colletto bianco in Monte Mario, al dirigente digos che vive in Nord, non gliene frega niente se cambiamo posto. Quella norma è fatta per essere utilizzata discrezionalmente contro chi "organizza" una curva, contro chi vive e fa vivere la curva come spazio (relativamente) "autonomo" dai dettami del cliente (a prescindere dalle espressioni positive o negative di questa "autonomia"). Questo passaggio d'epoca, se confermato, se non trova un via d'uscita, un compromesso, inciderà per sempre, per migliaia di persone, su quel principio ispiratore a cui faceva riferimento giustamente Gesulio. Che ci piaccia o no, quel fattore affosserà la passione per la Lazio e la conseguente partecipazione allo stadio. Molto di più delle "guerre", più o meno sensate, a Lotito.
Stiamo in un imbuto complicato. Serve costruire ponti, capire le ragioni, ricostruire l'unità dei laziali.