Citazione di: Babu1975 il 04 Feb 2016, 21:12
Perché alcuni tifosi lo pensano veramente e speravo mi dessero una loro interpretazione.
FORZA LAZIO
Questo dimostra come anche chi guida la protesta non capisca nulla e non sappia come funzionano le cose nel mondo civile. Conosce solo l'arma della violenza, quella verbale in questo caso, che rimane l'alfa e l'omega delle sue azioni. Molti di questi caporioni, da perfetti fascisti, pensano che agitando la piazza, ricattando, mettendo in piedi un'estorsione convinceranno un tiranno (che in quanto a pelo sullo stomaco è peggio di loro) a mollare tutto e andarsene. Mancano di analisi, inoltre, e da perfetti fascisti ignoranti aggiungo, perché non riescono a vedere come 12 anni di contestazione a Lotito, ininterrotti, frontali, violenti, hanno reso il loro nemico storico ancora più forte di quello che era. Quando è entrato nel calcio, 12 anni fa, Lotito non era nessuno e si poteva anche presumere che potesse essere uno di passaggio, destinato ad andare via presto una volta terminato il compito di risanamento al "servizio della comunità" (come amava dire al tempo). Come era successo con Calleri. Oggi, a quello che si sente e si legge da tutte le fonti ufficiali, è una specie di mammasantissima del calcio, un uomo saldamente assiso nella stanza dei bottoni, che fa e disfa, incurante delle macerie in cui è ridotta la sua società.
Sono fascisti e, mi verrebbe da dire, cosa vuoi aspettarti da dei fascisti? Il raziocinio? La capacità di capire le situazioni? L'intelligenza di rendersi conto in quale vicolo cieco sta portando la loro protesta? La flessibilità di saper modulare un'azione di protesta? Certo che no, conoscono solo il ricatto, la violenza e la prova di forza. Non te ne vai? E io ti faccio chiudere lo stadio. Non te ne vai? E io ti faccio prendere mezzo milione di multe l'anno. Non te ne vai? E io ti rovino l'Europa League. A spregio di tutti gli altri laziali.
La forza di convincere qualcuno ad andarsene risiede in altre cose, in altri atteggiamenti, in altri progetti. Forse sarebbe il caso che l'élite laziale iniziasse a prendere in mano la situazione, e per élite intendo il mondo della politica, quello della cultura, quello dello sport, quello economico e finanziario, quel mondo insomma che sa come si porta avanti una battaglia di questo genere.
Finora sta prevalendo l'aspetto nichilista e fascista della protesta, il ricatto razzista a tutti, non è così che si fa la politica a livello alto. La gente che guida, oggi, è sempre e solo stata massa di manovra. E' il suo destino essere tale. Presa, utilizzata e gettata via. Non può avere lei il bastone del comando in una vicenda tanto grossa e imnpirtante come questa. Sono semplici sfasciacarrozze cui la guida di un processo di cambiamento non può rimanere in mano a lungo pena la distruzione di tutto.
Sono schifato, poi, dalla minimizzazione dei fatti accaduti mercoledì sera, da parte di speaker e radio private. Non era razzismo, si sente dire da più parti. Solo esasperazione. L'ennesima dimostrazione che chi comanda o che chi ripete per paura le parole d'ordine di chi comanda è inadeguato al compito che sta pensando di dover assolvere in nome della comunità dei laziali.