Citazione di: aaronwinter il 09 Apr 2020, 13:26

Questo è già stato condiviso?
Se i dati potessero essere interpretati come "decessi da malattie respiratorie non classificate come Covid" (ma attendo conferma da chi ne sa di più, mi pare ci fosse chi discuteva qualche giorno fa della catalogazione statistica dei decessi) in Lombardia sarebbero 1500 casi in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso; casi che potrebbero essere con ogni probabilità (ma nessuna certezza) assegnati a Covid e però non sono stati classificati come tali dopo il decesso.
Però sarebbero 1500 in più, i decessi già classificati come Covid in Lombardia sono ben di più.
Il che direbbe
1. che effettivamente, potrebbero esserci molti decessi non ripotati nelle statistiche (soprattutto ove il sistema sanitario e statistico è collassato, ossia Lombardia - notate che nelle altre regioni non è così)
2. che comunque quelli sinora non contabilizzati non fanno raddoppiare o addirittura moltiplicare i numeri (come qualcuno aveva temuto, ma sinora non ho seguito il tema con l'attenzione necessaria)
Il tutto, ovviamente, se vale l'ipotesi sottesa alla domanda in premessa (possono essere intesi come decessi da malattie respiratorie non classificati come Covid?)
Leggerò con interesse le vostre valutazioni.
tabella sbagliatissima.
1) NON ESISTONO i dati per causa di morte relativi al 2020 (ultima colonna). L'ultimo dato validato è relativo al 2017, per il 2018 ci sono dati provvisori ma, a parte qualche info data dal presidente dell'Istat nelle varie interviste, non sono stati diffusi. Non aggiungono nulla in questo caso rispetto a quelli validati dell'anno prima, la mortalità per causa è in genere un fenomeno che varia lentamente nel tempo
2) I dati delle prime due colonne (anno 2017) sono relativi a Influenza+Polmonite e non a tutto l'apparato respiratorio.
I morti nel 2017 per il capitolo della ICD-10 "Malattie del sistema respiratorio" in tutto l'anno e in tutta Italia sono 53.372

Ho accesso a molti dati, il mio grande rammarico è non avere il tempo di analizzarli e diffonderne le evidenze come vorrei. Però una cosa posso dirvi: nelle zone in cui non si è agito in tempo (non apro il discorso sul "non si è voluto fare in tempo") l'aumento del numero dei morti è impressionante, non ci sono casi simili dal dopoguerra.
Aggiungo, come detto in passato, che Protezione Civile, ISS, Istat, stanno facendo il massimo in una situazione così emergenziale per dare informazioni al Paese. Tanto che, certo detto provocatoriamente, parte del Paese non se lo è meritato: ha attribuito a quei dati significati e valori diversi rispetto a quelli dichiarati dagli Enti fornitori, li ha analizzati e massacrati sulla base di quelle false ipotesi, poi ha accusato gli Enti fornitori di non essere stati corretti. Un delirio. Al netto degli errori di comunicazione istituzionale che pure sono stati commessi, parlo proprio di malafede. Malafede che quando punta a ridicolizzare le misure per limitare il contagio si rende responsabile della sofferenza di tante persone (malati, morti, i loro familiari) nonché dei ritardi nel poter ripartire (con altri tipi di sofferenza, sempre grave, per tantissime persone)
Mi rimetto a lavorare, prima di andare a dormire devo mandare dei feedback su cui altri dovranno lavorare domani mattina. Lo sforzo per permettere una foto il meno sfocata possibile di questo fenomeno, nell'immediato e poi per il medio lungo periodo, è forte, sto vedendo persone appassionate che stanno lavorando ben più del dovuto anche in questo settore.
Un saluto a tutti, un abbraccio particolare a Cippolo