Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici

Aperto da FatDanny, 09 Apr 2020, 22:23

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italicbold

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Citazione di: giovannidef il 21 Apr 2020, 21:36
ES credo che se oggi dici a mia moglie che le sue lezioni sono fasulle ti mena
poi tutto dipende dagli studenti, come sempre, sia in classe che online, se hai voglia di imparare lo fai sennò dici che non hai la telecamera e ti metti a dormire

Questo non é vero. molto spesso non é vero.
Non tutte le famiglie sono come la tua in cui c'é una mamma capace che si mette a seguire le lezioni con suo figlio.

kelly slater

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Citazione di: pan il 21 Apr 2020, 15:54
allora, eccomi. innanzitutto vorrei ricordare di sotterrare l'ascia di guerra, non ce l'ho con te orchetto, ma in generale, era successo anche le settimane scorse quando si prende l'argomento figli, bambini, genitori,  tutti spuntano da dietro l'erba con le orecchie puntute tipo i coniglietti. vi do una notizia: fare figli e averli è come respirare e bere acqua, non una eccezionalità, e nemmeno un atto che ponga sopra i piedistalli, non si è astronauti, quindi data la moltitudine di modelli genitoriali non è che ogni volta che uno esplica ciò che ha notato su molti (sì molti) comportamenti, gli altri si indignano in quanto appartenenti alla categoria. se no incazziamoci ogni volta che un essere umano offende un altro essere umano e famo prima.

detto questo... credo che la maniera di avere figli negli ultimi decenni sia completamente cambiata, si fanno figli dando per implicito che si verrà aiutati da nonni e affini, che ci saranno le baby sitter ecc., si lavora in due, molti bambini crescono senza passare il tempo coi genitori da soli, intendo proprio oggi stai con mamma e papà e basta, e nonno lo vedi tra una settimana. no, da quando si viene al mondo, mamma e papà da soli forse durante le vacanze, e forse nemmeno perché si parte con gli amici. unicità della famiglia come nucleo speciale, sparita.
la scuola in tutto questo ha perso, per molti, la funzione educativa ma viene vista come luogo di parcheggio...tempo pieno non come un arricchimento culturale ma necessità se no non so dove lasciare mio figlio mentre lavoro. bambini che escono da scuola alle 16.30 e alle 17.00 di corsa in piscina, calcio, a danza, al parco coi bambini perché non è che possono stare sempre con noi adulti (quando...? che a scuola ce sò stati 8 ore?). se stanno a casa, vai di playstation e smartphone alla grande, perché giustamente si sono stressati a scuola. eppoi vuoi mettere... chi li sente più in quelle ore sugli schermi, utile.
questa è la routine. ovvio che se metti un legnetto nell'ingranaggio sbrocchi e dai le testate al muro. e no, non il piccolo di quattro anni. ma proprio il genitore che è abituato a condurre la sua quotidianità con questi parametri:se si facesse un conteggio, su giornate di questo tipo, il reale contatto, vero, significativo, di parola, di concetto, coi figli  non raggiungerebbe i dieci minuti al giorno.
ovvio che nella eccezionalità della pandemia chi è abituato a quel modello adesso è nervoso come una scimmia, dieci giorni je sò sembrati mesi, e un mese anni, (guardate come la percezione del tempo è completamente alterata nei discorsi, manco fossimo in un bunker sotto terra da 6 mesi). gli adulti, non i bambini, non resistono più a casa, perché si annoiano, perché due minuti di capriccio lecito del bambino li fa sbroccare perché di solito ci pensa nonna a risolvere, perché dopo dieci minuti passati a disegnare o a leggere favole coi propri figli  si rompono i cabbassisi e vorrebbero ritornare a guardare la serie su netflix o giocare alla playstation, o sui telefonini, sui social... sempre i genitori, ovvio.
fondamentalmente è noia al quadrato, come quando ci sono le vacanze di natale o pasqua e c'è chi si rompe le palle dopo due giorni di essere tutti in casa coi figli tra i piedi, invece di prenderla come un'opportunità e siccome dire che ci si annoia coi propri figli è tabù preferibile schermarsi dietro la socialità dei bambini


Hai assolutamente centrato il punto.
E chi dice che gli psicologi ti prenderebbero per pazza non sa nulla di psicologia.
La psicologia dice chiaramente che i bambini piccoli ( almeno fino agli 8-9 anni ) hanno bisogno principalmente di stare coi genitori, è la cosa che dà loro più piacere e dalla quale assimilano di più in assoluto.
Principalmente non vuol dire esclusivamente: è chiaro che in qualche modo la dimensione scolastica/parchetto/festa comincia a mancargli e comunque li preoccupa l'anormalità della situazione che non decodificano ma percepiscono chiaramente nell'aria.
E poi casomai gli manca l'aria, il poter stare all'aperto, quello è fondamentale.
Ma con mamma e papà ci stanno benissimo.
Ovviamente più l'età sale e più i bisogni cambiano: il vero dramma secondo gli psicologi
lo vivono gli adolescenti e i preadolescenti ( 11/16 ) che sono nel pieno dell'esplosione ormonale e hanno bisogno della socialità sopratutto fisica in maniera importante.
Per loro rischia di essere un vero trauma.

COLDILANA61

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Per ragioni famigliari e di vita ho amici e parenti sparsi per la penisola .

Forse e' una impressione sbagliata .

Ma sembra che il problema sia solo in Lombardia .

Impressioni ? Forse .

Impressioni sbagliate ? Ditemelo Voi .

Qui NON si molla .

Frequentando il lavoro e "molti" lavoratori , non mi risulta questa voglia pazza di uscire .

Certo si spera tutti in miglioramenti ma si continua ad aver paura , per se e per gli altri .

Frasi tipo : col cavolo che vado in vacanza , nei ristoranti , da amici , etc etc .

Quando finira' ? Boh .

Ma non e' finita

Nella mia azienda (24x7) proteste immediate , spontanee e non , in ordine :
1) smartworking al massimo
2) orari mensa allungati e a scacchiera larga sui tavoli (su 6 posti in 2)
3) disinfettanti ovunque
4) orari ingresso alternati ed allungati
5) Consegna mascherine e misurazione febbre in ingresso
6) 60% presenze sulle squadre in reparto (si lavora poco di piu' ma molto piu' tranquilli)

Per telefono , amici ed ex colleghi che mi raccontano di situazioni molto diverse ...

Come sempre .

Fortunati e non .

E non solo nelle aziende .

E questo mi fa rodere il culo .

A me .

Perche' prima di aprire , devi mettere nelle condizioni migliori .

Tutti .

Qui la fase 2 , oltre la speranza , porta molte , molte preoccupazioni .

superaquila

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Ranxerox

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A me sembra che Pan abbia fatto una analisi molto azzeccata.
Non si può generalizzare ed ovviamente non vale per tutti ma c'ha colto parecchio.

Da me alcuni colleghi hanno rifiutato lo smart working perché: ma che sei matto, tutto il giorno a casa co' mi' moje e i mi' fiji...Nun se ne parla popo...(vale anche per alcune colleghe eh...).  :=))

Ranxerox

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Citazione di: COLDILANA61 il 21 Apr 2020, 22:08
Per ragioni famigliari e di vita ho amici e parenti sparsi per la penisola .

Forse e' una impressione sbagliata .

Ma sembra che il problema sia solo in Lombardia .

Impressioni ? Forse .

Impressioni sbagliate ? Ditemelo Voi .

Qui NON si molla .

Frequentando il lavoro e "molti" lavoratori , non mi risulta questa voglia pazza di uscire .

Certo si spera tutti in miglioramenti ma si continua ad aver paura , per se e per gli altri .

Frasi tipo : col cavolo che vado in vacanza , nei ristoranti , da amici , etc etc .

Quando finira' ? Boh .

Ma non e' finita

Nella mia azienda (24x7) proteste immediate , spontanee e non , in ordine :
1) smartworking al massimo
2) orari mensa allungati e a scacchiera larga sui tavoli (su 6 posti in 2)
3) disinfettanti ovunque
4) orari ingresso alternati ed allungati
5) Consegna mascherine e misurazione febbre in ingresso
6) 60% presenze sulle squadre in reparto (si lavora poco di piu' ma molto piu' tranquilli)

Per telefono , amici ed ex colleghi che mi raccontano di situazioni molto diverse ...

Come sempre .

Fortunati e non .

E non solo nelle aziende .

E questo mi fa rodere il culo .

A me .

Perche' prima di aprire , devi mettere nelle condizioni migliori .

Tutti .

Qui la fase 2 , oltre la speranza , porta molte , molte preoccupazioni .

Questa sarà la reale situazione della fase 2.
Sulla carta tutte le aziende e le attività commerciali attueranno tutte le misure preventive e metteranno a disposizione dei lavoratori i migliori DPI mai inventati dall'uomo.
In pratica: col caxxo.
Storie già viste e riviste.

Non si sono fatti scrupoli dentro una marea di RSA durante il contagio ed in presenza dei soggetti più a rischio (ed è stata ovviamente una strage), pensa altrove in un momento nel quale la percezione dei più sarà che il peggio è passato.

giovannidef

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Citazione di: italicbold il 21 Apr 2020, 21:47
Questo non é vero. molto spesso non é vero.
Non tutte le famiglie sono come la tua in cui c'é una mamma capace che si mette a seguire le lezioni con suo figlio.
mi sono spiegato male, mia moglie è insegnate di scienze per cui considera le lezioni online lezioni vere e proprie, anzi pure più impegnative
ad essere seguiti poi dipende, il figlio grande non ha voluto essere seguito già dalle elementari ed è pure un vantaggio perchè la madre se si incazza inizia a tirare le cose
quello piccolo di 10 anni, che considera questi due mesi i migliori della sua vita, non ha mai fatto i compiti senza la nostra presenza


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orchetto

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i bambini fino a 8 - 9 anni stanno bene con i genitori ma insieme ai genitori devono scoprire il mondo che li circonda. comunque un po di interventi mescolano e forzano le situazioni e si ritorna sempre a bomba, a lavorare devi andare e se ti ammali va bene, le altre cose no perché si è untori, si è egoisti, si prendono le cose alla leggera, sono tutte scuse e cose simili. Intanto 40 gg so belli e che passati....

kelly slater

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Citazione di: orchetto il 21 Apr 2020, 23:15
i bambini fino a 8 - 9 anni stanno bene con i genitori ma insieme ai genitori devono scoprire il mondo che li circonda. comunque un po di interventi mescolano e forzano le situazioni e si ritorna sempre a bomba, a lavorare devi andare e se ti ammali va bene, le altre cose no perché si è untori, si è egoisti, si prendono le cose alla leggera, sono tutte scuse e cose simili. Intanto 40 gg so belli e che passati....

Ma guarda che io per il resto condivido in gran parte le tue preoccupazioni e la giusta denuncia di come la situazione colpisca asimmetricamente le varie fasce sociali ( e anche all'interno delle stesse ).
Per me è stato gestito tutto a cazzo di cane, in lombardia hanno fatto lo schifo, tenendo aperte le fabbriche quando già sapevano tutto, dimostrando la patetica falsità del "modello sanitario lombardo".
La pubblica istruzione si è fatta trovare impreparata e non ha nè i mezzi tecnologici nè mezza idea di come andare avanti.
La comunicazione è stata tutta incentrata sulla voglia di repressione nei confronti dei runners egoisti e traditori, inseguiti coi droni e gli elicotteri.
Qualche abuso di potere ( e tanta mancanza di buonsenso ) c'è stato un pò ovunque.
Insomma di critiche ce ne sono tante da fare, una che non farei è proprio sui bambini.
Questa (per chi non doveva lavorare) è stata una buona occasione per stare di più e meglio insieme a loro.

cartesio

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Citazione di: italicbold il 20 Apr 2020, 10:37Mi viene in mente, ad esempio, quando si parla dell'epidemia di colera negli anni 70 che ha sempre avuto una chiara (sul piano narrativo) valenza geografica. Napoli, Campania. Mai Italia. Epidemia che, va detto, provocò 24 morti in tutta Italia, quindi poco più di un grave incidente stradale. Meno del crollo del ponte Morandi. Eppure, nella narrativa nazionale quel caso resta un momento fondatore di gran parte dei "razzismi" beceri nei confronti dei napoletani (in assenza del Vesuvio che di lavare la città col fuoco non ne vuole sentir parlare dal 1944 credo...).

A leggerti sono rimasto perplesso. Ma veramente la narrazione è questa? A parte che faccio fatica  a ricordare discorsi recenti sul colera, e non sono il solo, tant'è che quando poche settimane fa ne ho parlato con degli amici, loro non ricordavano il fatto. Io sì, perché al tempo ero in Puglia - il colera era arrivato anche lì - e sono stato vaccinato per il colera. Ricordo ore di coda sotto il sole per la vaccinazione e una certa preoccupazione, perché si seppe solo dopo che i morti erano stati pochi. 
Ho provato a fare una ricerca su Internet, ma a parte Wikipedia, che  parla di un'epidemia italiana, non napoletana o meridionale, non ho trovato molto. A quel tempo avevo 18 anni, tu ne avevi 3, non credo ricordi articoli di quel periodo.    ;)
Mi trovi un esempio di narrazione anti-napoletana?

ES

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Citazione di: giovannidef il 21 Apr 2020, 22:43
mi sono spiegato male, mia moglie è insegnate di scienze per cui considera le lezioni online lezioni vere e proprie, anzi pure più impegnative
ad essere seguiti poi dipende, il figlio grande non ha voluto essere seguito già dalle elementari ed è pure un vantaggio perchè la madre se si incazza inizia a tirare le cose
quello piccolo di 10 anni, che considera questi due mesi i migliori della sua vita, non ha mai fatto i compiti senza la nostra presenza

E noi mica glielo diciamo a tua moglie che il rendimento delle lezioni a distanza, oggi, in Italia, è bassissimo.. :beer:
Perché lei ci mette il cuore, i ragazzi, che sono ragazzi, dall'altra parte, no.

La presenza fisica dell'insegnante, un compito in classe imminente, la paura del debito....
Ecco, diciamo non ci sono le "basi emotive idonee" per sollecitare i ragazzi.

Per la gran parte ovviamente.
Ieri ho beccato mia figlia che faceva ginnastica in terrazzo mentre la lezione era in corso.
Per dire...

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Citazione di: kelly slater il 21 Apr 2020, 22:05
Hai assolutamente centrato il punto.
E chi dice che gli psicologi ti prenderebbero per pazza non sa nulla di psicologia.
La psicologia dice chiaramente che i bambini piccoli ( almeno fino agli 8-9 anni ) hanno bisogno principalmente di stare coi genitori, è la cosa che dà loro più piacere e dalla quale assimilano di più in assoluto.
Principalmente non vuol dire esclusivamente: è chiaro che in qualche modo la dimensione scolastica/parchetto/festa comincia a mancargli e comunque li preoccupa l'anormalità della situazione che non decodificano ma percepiscono chiaramente nell'aria.
E poi casomai gli manca l'aria, il poter stare all'aperto, quello è fondamentale.
Ma con mamma e papà ci stanno benissimo.
Ovviamente più l'età sale e più i bisogni cambiano: il vero dramma secondo gli psicologi
lo vivono gli adolescenti e i preadolescenti ( 11/16 ) che sono nel pieno dell'esplosione ormonale e hanno bisogno della socialità sopratutto fisica in maniera importante.
Per loro rischia di essere un vero trauma.
Sei uno psicologo? No perche gente abbastanza importante del campo la pensa diversamente.

risultati di una ricerca condotta da Ifos, Centro Studi per la famiglia - Sezione Stress, Traumi e Supporto psicologico per Emergenza Covid 19
C'è chi chiede dei nonni, chi vuole sapere perché la scuola è ancora chiusa, chi ha nostalgia dei compagni. Qualche giorno di festa per la situazione insolita e per le scuole chiuse a causa del coronavirus sembrava un regalo, ma la quarantena per i bambini non è una vacanza. Uno su quattro (26,48%) rivuole la mamma o il papà vicini durante la notte. E quasi uno su cinque (18,17%) sviluppa paure che prima non aveva mai avuto. Metà dei bambini (53,53%) ha manifestato maggiore irritabilità, intolleranza alle regole, capricci e richieste eccessive, e uno su cinque cambiamenti di umore (21,17%) e problemi del sonno tra cui difficoltà di addormentamento, agitazione e frequenti risvegli (19,99%).

Sono alcuni dei risultati di una ricerca condotta da Ifos, Centro Studi per la famiglia – Sezione Stress, Traumi e Supporto psicologico per Emergenza COVID 19, – con la collaborazione dello psicoterapeuta Luca Pisano e il ricercatore in Psicologia dinamica Luca Cerniglia su un campione di 5989 genitori residenti in Sardegna.

Congelamento emotivo
"In questa situazione di emergenza i genitori sentono di aver perso le fila, di non riuscire a stare dietro a tutto", spiega Elisa Campagnoli, psicoterapeuta e autrice del libro Eccomi!, dedicato allo sviluppo dei neonati. "I bambini vivono la confusione di avere i genitori a casa ma non nella modalità che vorrebbero, non tollerano la presenza-assenza. In questa circostanza, più che mai, è necessario fare attenzione ai loro comportamenti, osservarli. È possibile che si verifichino delle regressioni a stadi precedenti che danno sicurezza e funzionano da contenimento. Alcuni potrebbero tornare a cercare i peluche, il ciuccio o il biberon. E i giochi che i bambini fanno in questi giorni ci raccontano molto di quello che stanno vivendo: mettono in scena catastrofi, guerre, e richiamano la necessità di sentirsi protetti costruendo case, tende, rifugi".

"A volte", aggiunge Campagnoli, "arrivano da me genitori che decantano bambini diventati d'improvviso molto bravi, sereni, meno capricciosi: attenzione, non sempre questo è sintomo di benessere perché spesso i bambini mettono in campo una sorta di congelamento emotivo, il freezing che si verifica negli animali, una risposta che non è una risposta, ma uno stato di impotenza. Bisogna evitare che in un clima generale di allerta i nostri figli reagiscano come adulti, responsabilizzandosi eccessivamente e inibendo le loro emozioni".

Se vuoi te ne posto qualche migliaio.

Considera poi che non tutti hanno belle case da 2 o 300 mq per 4 persone magari con un bel giardino, la maggio parte della gente vive in appartamentini di 80 mq spesso in 4... ecco trovalo li lo spazio per giocare con un bambino cercando di spiegargli perche' non vede piu i nonni o perche' la tv dice che muoino tutti e che non si puo uscire perche altrimenti si muore (perche questo è cio che si percepisce eh..).

italicbold

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Citazione di: cartesio il 21 Apr 2020, 23:51
Mi trovi un esempio di narrazione anti-napoletana?

E' una questione di percezione della narrazione.
Basta ascoltare un'antologia di canti e cori razzisti che si sentono in tutti gli stadi italiani.
Anche esimi parlamentari lo hanno cantato in passato.
https://www.ilmessaggero.it/video/politica/festa_di_pontida_2009_matteo_salvini_canta_coro_insultare_napoletani-3401997.html
Francesco Piccolo lo racconta anche in uno dei suoi dimenticabili libri.

italicbold

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Citazione di: giovannidef il 21 Apr 2020, 22:43
mi sono spiegato male, mia moglie è insegnate di scienze per cui considera le lezioni online lezioni vere e proprie, anzi pure più impegnative
ad essere seguiti poi dipende, il figlio grande non ha voluto essere seguito già dalle elementari ed è pure un vantaggio perchè la madre se si incazza inizia a tirare le cose
quello piccolo di 10 anni, che considera questi due mesi i migliori della sua vita, non ha mai fatto i compiti senza la nostra presenza

Che le lezioni online, per un professore, siano impegnative ci credo assolutamente.
La questione é che purtroppo l'assoluta eterogeneità delle situazioni familiari porta a considerare il percorso educativo degli studenti esclusivamente on line come un fattore di differenziazione inaccettabile. E non é una questione di impegno dei ragazzi.
Ma é legato alla situazione abitativa, alla densità abitativa, alla disponibilità del materiale informatico e della linea, e in parte anche alla disponibilità e al livello culturale dei genitori. Immagina in una famiglia di immigrati che parlano in maniera rudimentale l'italiano chi può' aiutare un bambino a fare un tema ?

TomYorke

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Citazione di: orchetto il 21 Apr 2020, 23:15
i bambini fino a 8 - 9 anni stanno bene con i genitori ma insieme ai genitori devono scoprire il mondo che li circonda. comunque un po di interventi mescolano e forzano le situazioni e si ritorna sempre a bomba, a lavorare devi andare e se ti ammali va bene, le altre cose no perché si è untori, si è egoisti, si prendono le cose alla leggera, sono tutte scuse e cose simili. Intanto 40 gg so belli e che passati....

A me pare che già la frase "stare di più a casa coi propri genitori" implica talmente tante variabili che fare poi un discorso generale "gli fa sicuramente bene" sia inevitabilmente superficiale.
Comunque vabbè, daje .

giovannidef

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per me state sottovalutando il problema
se hai i cecchini sui tetti esci solo se stai morendo di fame o di sete, te ne freghi se il bambino è tornato a bagnare il tetto o se il ragazzo coi genitori immigrati non fa i compiti come il figlio del notaio
anche uscire per salvare l'economia mi sembra folle perché dopo essere morto dell'economia ti frega il giusto
in lombardia non ce stata una guerra ma i morti sono quelli di una guerra e questa cosa si può ripresentare in qualsiasi parte d'italia o almeno con questa potenza in zone densamente popolate
ovviamente il giudizio sulla pandemia cambia se uno sente passare in una nottata 20 ambulanze o se come nel caso di molti di noi non ha notato nessuna differenza col prima
io dopo il 4 maggio continuerò a limitare il più possibile le uscite non necessarie, convinto che questo sia il solo modo per sconfiggere il virus, sperando che la federazione dello sport di mio figlio continui la quarantena sennò ci sarà da discutere sia con lui che con l'allenatore

kelly slater

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Citazione di: 12.maggio.74 il 22 Apr 2020, 07:50
Sei uno psicologo? No perche gente abbastanza importante del campo la pensa diversamente.

risultati di una ricerca condotta da Ifos, Centro Studi per la famiglia - Sezione Stress, Traumi e Supporto psicologico per Emergenza Covid 19
C'è chi chiede dei nonni, chi vuole sapere perché la scuola è ancora chiusa, chi ha nostalgia dei compagni. Qualche giorno di festa per la situazione insolita e per le scuole chiuse a causa del coronavirus sembrava un regalo, ma la quarantena per i bambini non è una vacanza. Uno su quattro (26,48%) rivuole la mamma o il papà vicini durante la notte. E quasi uno su cinque (18,17%) sviluppa paure che prima non aveva mai avuto. Metà dei bambini (53,53%) ha manifestato maggiore irritabilità, intolleranza alle regole, capricci e richieste eccessive, e uno su cinque cambiamenti di umore (21,17%) e problemi del sonno tra cui difficoltà di addormentamento, agitazione e frequenti risvegli (19,99%).

Sono alcuni dei risultati di una ricerca condotta da Ifos, Centro Studi per la famiglia – Sezione Stress, Traumi e Supporto psicologico per Emergenza COVID 19, – con la collaborazione dello psicoterapeuta Luca Pisano e il ricercatore in Psicologia dinamica Luca Cerniglia su un campione di 5989 genitori residenti in Sardegna.

Congelamento emotivo
"In questa situazione di emergenza i genitori sentono di aver perso le fila, di non riuscire a stare dietro a tutto", spiega Elisa Campagnoli, psicoterapeuta e autrice del libro Eccomi!, dedicato allo sviluppo dei neonati. "I bambini vivono la confusione di avere i genitori a casa ma non nella modalità che vorrebbero, non tollerano la presenza-assenza. In questa circostanza, più che mai, è necessario fare attenzione ai loro comportamenti, osservarli. È possibile che si verifichino delle regressioni a stadi precedenti che danno sicurezza e funzionano da contenimento. Alcuni potrebbero tornare a cercare i peluche, il ciuccio o il biberon. E i giochi che i bambini fanno in questi giorni ci raccontano molto di quello che stanno vivendo: mettono in scena catastrofi, guerre, e richiamano la necessità di sentirsi protetti costruendo case, tende, rifugi".

"A volte", aggiunge Campagnoli, "arrivano da me genitori che decantano bambini diventati d'improvviso molto bravi, sereni, meno capricciosi: attenzione, non sempre questo è sintomo di benessere perché spesso i bambini mettono in campo una sorta di congelamento emotivo, il freezing che si verifica negli animali, una risposta che non è una risposta, ma uno stato di impotenza. Bisogna evitare che in un clima generale di allerta i nostri figli reagiscano come adulti, responsabilizzandosi eccessivamente e inibendo le loro emozioni".

Se vuoi te ne posto qualche migliaio.

Considera poi che non tutti hanno belle case da 2 o 300 mq per 4 persone magari con un bel giardino, la maggio parte della gente vive in appartamentini di 80 mq spesso in 4... ecco trovalo li lo spazio per giocare con un bambino cercando di spiegargli perche' non vede piu i nonni o perche' la tv dice che muoino tutti e che non si puo uscire perche altrimenti si muore (perche questo è cio che si percepisce eh..).

Non hai letto bene il mio intervento e in relazione a cosa fosse, cioè il tema della socialità.
L'ho detto chiaramente che i bambini percepiscono l'anomalia della situazione attuale, sanno di vivere un momento particolare e non felice, ma il problema non è la mancanza di socialità coi compagni.
Se i genitori stanno bene e riescono a stare bene con loro probabilmente i bimbi affronteranno nela maniera giusta questo tempo e lo elaboreranno.
Certo se i genitori hanno problemi economici o sono angosciati o nervosi i bambini assorbiranno inevitabilmente questi stati d'animo.
Ed è scontato che anche in questo caso le differenze di classe siano dirimenti.
Se abiti in una casa grande con tutti comfort e il frigo sempre pieno i tuoi bambini saranno sicuramente più sereni di chi se la passa male.
Al netto delle varie casistiche personali il discorso che faceva Pan in generale mi sembrava calzante.
Potendolo fare (e quindi non in caso di smart working iperassorbenti per esempio) passare le giornate stando tante ore a contatto coi bambini è una cosa buona per i bambini e i genitori.
Ripeto: parlo di bambini piccoli.
Già dai diciamo 8 anni la socialità comincia a mancare invece tanto.

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Citazione di: kelly slater il 22 Apr 2020, 16:04Al netto delle varie casistiche personali il discorso che faceva Pan in generale mi sembrava calzante.

Se ho capito bene, e se ho capito bene sono d'accordo con loro, il problema é che non puoi fare il netto delle varie casistiche perché sono talmente tante che é impossibile fare astrazione.
Anche il tuo esempio di casa grande con tutti i confort e il frigo pieno potrebbe essere spezzettato in tantissima casistica laddove, perché no, la questione non é di confort materiale ma psicologico.
Si puo' essere figli di notai e avere, anche se notaio, un papà [...] indifferente e come si può  essere figlio di bracciante agricolo e vivere una situazione serena. Ovviamente forzo i tratti ma tra i due estremi c'é l'umanità intera.

TomYorke

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Citazione di: giovannidef il 22 Apr 2020, 15:43
per me state sottovalutando il problema
se hai i cecchini sui tetti esci solo se stai morendo di fame o di sete, te ne freghi se il bambino è tornato a bagnare il tetto o se il ragazzo coi genitori immigrati non fa i compiti come il figlio del notaio
anche uscire per salvare l'economia mi sembra folle perché dopo essere morto dell'economia ti frega il giusto
in lombardia non ce stata una guerra ma i morti sono quelli di una guerra e questa cosa si può ripresentare in qualsiasi parte d'italia o almeno con questa potenza in zone densamente popolate
ovviamente il giudizio sulla pandemia cambia se uno sente passare in una nottata 20 ambulanze o se come nel caso di molti di noi non ha notato nessuna differenza col prima
io dopo il 4 maggio continuerò a limitare il più possibile le uscite non necessarie, convinto che questo sia il solo modo per sconfiggere il virus, sperando che la federazione dello sport di mio figlio continui la quarantena sennò ci sarà da discutere sia con lui che con l'allenatore

Ma certo che uno deve seguire le misure, ci mancherebbe altro.
La sensazione però è che su una buona fetta di società non si sia presa alcuna misura se non quella dello "state a casa", "niente scuola".

P.s.

Ma gli operai che hanno i figli non devono andare a lavoro giusto?
No perché sennò ste creature il cecchino se lo trovano dentro casa.

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