Citazione di: mr_steed il 13 Mag 2020, 01:46
Siccome il link di dagospia l'ho postato io mi sento chiamato in causa... ma hai letto cosa diceva?
Perché peraltro dai post successivi mi sembra non l'abbia letto nessuno.
Ad ogni modo quel link l'ho postato solamente perché riportava uno stralcio dell'articolo di Tahar Ben Jelloun (che, oltre ad essere una figura di rilievo, non è propriamente persona poco informata dei fatti riguardanti la cultura musulmana), che purtroppo era pubblicato da Repubblica tra gli articoli a pagamento, altrimenti avrei evitato dagospia e postato il link all'articolo originario... alla luce di ciò la [...]lla su "dagospia" come fonte "ridicola" mi sembra del tutto fuori luogo...
Nessuna cojo.ne.ll.a., ma mi viene da ridere 😀😀😀
Guarda Steel, ti giuro, non avevo letto il tuo post quando ho scritto il mio. Ti sembrerà una coincidenza incredibile, ma la mia osservazione si riferiva ad altre generalizzazioni sul tema delle confessioni religiose apparse nel topic. In generale, molto spesso qui si parla del Cristianesimo senza avere la minima conoscenza della sua costruzione teoretica e valoriale, delle sue dinamiche storiche, ma al più si proietta la propria visione del fenomeno sociologico "religione" sulla base della sensibilità e dell'esperienza più o meno limitata di ciascuno. Semplificando enormemente le questioni, forse troppo. Allo stesso modo, si mettono sullo stesso piano amish e mormoni, che non sono ovviamente la stessa cosa, coi neocatecumenali e l'Islam. Delirio.
Specificamente quanto all'Islam, i tentativi di molti qua dentro di coglierne i nessi e le dinamiche sono grotteschi. Non si può capire l'Islam se non si viaggia nel mondo e non se ne conoscono le declinazioni in Africa, in medio oriente, in India, in Indonesia.
E poi si cade nel grottesco quando ci si avventura in analisi politiche, con categorie occidentali, delle diverse comunità islamiche al fine di coglierne la visione del mondo. Senza aver letto 1 riga non dico del Corano, ma di qualche manualetto divulgativo.
Ma passiamo ad Aisha.
Maometto, divenuto vedovo dopo una lunga relazione monogama, sposò molte donne (tra 9 e 15 non è chiaro, ma lui aveva dispensa dalla regola di massimo 4) e la sua moglie favorita fu proprio Aisha. La sposò quando Aisha aveva 6 anni (lui circa 50) e consumarono il matrimonio quando lei ne compì 9 (calendario islamico, dunque anche più corto). Ed ecco perché chi applica alla lettera certe regole permette di sposare delle bambine (Khomeini mise subito la legge che lo permetteva); lo fece l'Uomo. il Profeta, che è il modello di comportamento.
Ora, questa sposa bambina è molto riverita dai sunniti (80% circa dei musulmani totali) e molto odiata dagli sciiti. Perchè? Perchè Aisha era la figlia di uno dei migliori amici di Maometto, uno dei primi convertiti e colui che sarà poi il primo Califfo alla sua morte. Aisha però, durante un trasferimento, si attardò a cercare una collana che aveva perso e la carovana si mosse senza di lei. Fu ritrovata ore dopo da un ragazzo che forse rimaneva ultimo proprio per controllare che nulla si fosse perso per strada.
Il ritorno della sposa del Profeta con un giovane suscitò molto imbarazzo e partirono numerosi pettegolezzi. Anche Maometto, che tanto l'amava, non sapeva se ripudiarla, fino a che, molti giorni dopo, Allah fece delle rivelazioni che la scagionavano. Tra coloro che sospettarono Aisha di adulterio, c'era in prima linea Ali, il cugino del Profeta, lo sposo della figlia Fatima, la persona che verrà suggerita da molti per essere Califfo alla morte di Maometto. Dunque Aisha e il padre, cioè Abu Bakr, colui che sarà primo Califfo, non scorderanno le accuse ingiuste di Ali e Fatima.
Dopo la morte del Profeta, l'inimicizia tra Aisha e la famiglia di Maometto andrà sempre più deteriorando al punto che si sarà – circa 20 anni dopo – una vera battaglia, detta del Cammello, dove Aisha e Ali si fronteggeranno apertamente alla testa di due eserciti.
Bel pilotto, mi dirai. Ma che cazzo ce ne frega?
Be'. Intanto, forse, ci permette di capire a quale macro-fazione appartiene chi ha rapito Aisha.
Poi, quella collana e ciò che ne seguì, oltre a condizionare la vita degli islamici, che si sono sterminati vicendevolmente per secoli a causa sua, condiziona un po' anche la nostra. Persino una larga parte dei dissapori moderni tra Arabia e Iran, capofila delle due fazioni (sunniti e sciiti), vengono da lì.
Gli sciiti non si curano di ciò che Aisha riportò dei "detti e fatti" del Profeta, mentre per i sunniti Aisha è una delle principali fonti da cui dedurre come comportarsi, cercando di ascoltare ed imitare quanto il Profeta ha detto (e anche non detto, pure il silenzio è importante). Per queste differenze, sono pronti a uccidersi in qualunque momento (e lo fanno, provocando stragi terribili con attentati terroristici).
Ah, avevo evocato Dagospia totalmente a buffo, perché associavo quel buco di culo di pettegolezzi morbosi (che mi sta molto sulle balle) con la mostruosa morbosità di questi giorni intorno alla prigionia di questa giovane donna, partita per fare del bene e trascinata nell'orrore.