Citazione di: FatDanny il 13 Mag 2020, 07:42
Carissimo, visto che fai riferimento al mio post forse ti sei perso altre discussioni sulla religione in cui mi differenzio da alcuni giudizi molto netti su di essa perché, concordo con te, frutto di proiezione del fenomeno sociologico sulla base della propria esperienza individuale.
Tuttavia non mi ritrovo in questa descrizione avendo una formazione cattolica praticante (che non nego aver avuto dei riflessi anche nel mio attuale ateismo, non in termini di fede ma di pratica militante), avendo letto i testi sacri, la principale filosofia cristiana (scolastica e sant'agostino) e parte di quella ebraica (Maimonide, Spinoza, Scholem), il diritto ecclesiastico e la storia della Chiesa per formazione universitaria nonché le encicliche storicamente più rilevanti.
Ritengo, da ateo, di avere una conoscenza del tema ben più approfondita di gran parte dei credenti.
Solo alcune precisazioni: ho fatto riferimento ad amish e neocatecumenali non per metterli sullo stesso piano, ma per citare chi tra i cristiani adotta regole più rigide dei credenti "secolarizzati" su ambiti quali abbigliamento, ruolo della donna, comportamenti sociali.
Il mio non era un giudizio, semplicemente non capisco perché si considerano peculiarità islamiche ciò che non lo è affatto.
E lasciami dire che hai banalizzato parecchio i dissidi tra sciiti e sunniti, sarebbe come dire che in età moderna lo scontro con gli anabattisti era sul battesimo in età adulta (e non sul conflitto sociale e politico che risiedeva dietro lo scontro dottrinale).
OT
Caro Daniele,
sì, ce l'avevo con te, e scusa se ho ecceduto in aggressività. Ma lo sai, ti voglio bene e ti stimo tanto quanto mi fai incazzare.
Esaurita la dichiarazione d'amore, volevo chiarirti che il motivo del mio acre intervento, oltre che nell'insonnia cronica che mi afflligge dall'inizio di marzo e dall'ansia di questi giorni (si è fatto qualcosa di buono per le persone, ma troppo poco, troppo poco), è stato provocato dalla sorpresa di leggere che proprio tu - che hai le skills ovvero la famosa "padronanza delle fonti" - rispetto alla tematica centrale delle discriminazioni di fonte religiosa e, in particolare, della discriminazione femminile, potessi associare l'Islam al Cristianesimo.
Su questo non attacco pipponi, senno qui mi mandate tutti affanculo. Mi limito a dire che la discriminazione di genere trova - in quel mare magno infinito che è l'Islam - un sicuro e oggettivo fondamento telogico, teoretico e giuridico. Nel Cristianesimo no. Punto.
Il cuore della rivelazione cristiana è la genealogia (che ha necessità del grembo della donna); la visione del grande mistero (la resurrezione) l'hanno avuta le donne per prime; l'intera comunione dei credenti, la Chiesa, è la sposa di Cristo.
Anche nel catechismo neocatecumenale (movimento come sai benissimo, fondato da una donna, non ordinata, missionaria tra i "fantasmi" della società; alla quale è succeduta come guida spirituale un'altra donna) le istruzioni di moderazione nel comportamento hanno carattere liturgico, e non teologico né tanto meno giuridico. E questo fa tutta la differenza del mondo. Gli amish sono deliziosi utopisti votati alla non violenza. Le donne vestono di nero con la cuffietta, ma pure i maschi non se la passano bene....

Poi possiamo parlare all'infinito delle (non di rado) buone ragioni degli atei; delle (non di rado) buone ragioni di chi detesta preti, suore e parrocchie (pur dovendo allargare l'orizzonte, per coerenza, a tanti altre categorie e a moltissimi luoghi di formazione); possiamo parlare della storia passata, della storia presente e di quella futura. Possiamo parlare delle colonie, in America, in India in Africa. Quasi certamente, arriveremmo alle stesse conclusioni circa la strumentalizzazione della fede, di qualsiasi fede, per ottenere e mantenere il potere e il dominio. La strumentalizzazione della fede, di qualsiasi fede, per istigare un uomo contro un altro uomo ad annientarlo, massacrarlo a colpi di machete e mazze chiodate. La fede nel cui nome i palestinesi di Gaza si fanno saltare tra donne e bambini innoceniti o quella che si invoca per bombardarli con il fosforo bianco che li cuoce vivi.
Ma attenzione a far passare il messaggio che il nucleo ideale della religione cristiana e dunque così, indirettamente, le persone che credono e si riconoscono in quella tavola di valori, promuovano o solo possano giustificare qualsiasi forma di violenza, ivi inclusa la discriminazione delle donne, richiamandosi legittimamente a "verità" o anche solo a "giustificazioni" tratte dalla "fede".
Questo non è vero, semmai è vero l'esatto opposto. E 'sta cosa mi urta: io, da cristiano e vorrei dire
in quanto cristiano, detesto qualsiasi forma o manifestazione di dominio e prevaricazione rivolta nei confronti di qualsiasi persona. E credo fermamente nella necessità di non lasciare indietre nessuno: nel mio mondo ideale, non esistono fantasmi.
PS
La storia della collana, ovviamente, era volutamente semplificata. Però resta allegorica e decisamente esemplare. La storia dell'Islam ci insegna che i due gruppi si sono scannati per bene, e lo fanno tutt'ora, per dirimere la questione delle fonti e della loro interpretazione (solo letterale o anche allegorica).
PPS
Da un punto di vista islamico, la conversione NON esiste, perchè si "ritorna" all'Islam. Tutti nascono islamici, tutti i popoli della terra hanno avuto dei Profeti (ben 124 mila in totale) che hanno portato la Parola di Dio, ma non tutti i popoli hanno recepito.Tra tutti questi Profeti, il più importante e ultimo, è stato Maometto.
Di contro, se un islamico dovesse abbandonare pubblicamente la sua religione e continuare nell'abbandono dopo i richiami, la pena è chiara: è la morte. Oggi nel mondo, una decina di nazioni islamiche hanno ancora la pena di morte per apostasia (cioè il rigettare la propria fede). Tale pena è raramente o mai attuata a seconda degli Stati.
Tale punizione prevista dalla legge islamica, è uno dei motivi per cui la "Dichiarazione universale dei Diritti Umani" del 1948 alle Nazioni Unite fu votata solo da 48 dei 58 Stati membri. 10 Stati si astennero o non parteciparono al voto.
il Sudafrica dell'epoca si astenne perché neri e bianchi non erano uguali, i paesi comunisti perché non ci poteva essere libertà politica , i paesi islamici perché non ci deve essere libertà religiosa come invece si proponeva. In Yemen e Arabia Saudita poi c'era ancora la schiavitù per legge, che rimase in vigore fino al 1962. Nel 1963, siamo a fine agosto, Martin Luther King pronuncia il discorso I have a dream in occasione della grande Marcia per lavoro e libertà che termina di fronte al Lincoln Memorial di Washington. Pochi giorni dopo, il Ku Klux Klan fa esplodere una bomba in una chiesa battista di Birmingham durante la messa: muoiono quattro bambine. Il 10 febbraio 1964 viene approvato il Civil Rights Act. Mi fermo, va', sennò vomito.