L'unico naturale limite che ha Inzaghi è l'incapacità di 'abbandonare' i senatori e puntare sui nuovi.
Mi spiego: Simone è stato bravissimo in passato a fare di necessità virtù (Luis Alberto dietro Immobile dopo la rottura di FA, Patric come jolly difensivo, l'equilibrio del nostro centrocampo), ma ora mi sembra molto restio a puntare sui nuovi, mentre continua a fidarsi di un usato sicuro (sia come giocatori che come modulo) che però giorno dopo giorno fornisce sempre più segni di usura.
Insomma, io credo che un allenatore più professionale e rivolto alla vittoria come unica finalità non dovrebbe:
1. aspettare Lulic (o quantomeno non dirlo pubblicamente), ma chiedere una sicurezza in quel ruolo;
2. tenere Radu come titolare al centrosx accontentandosi di un prestito come sostituto eventuale (Hoedt, che comunque sta facendo molto bene);
3. avere Patric come alternativa a Luis Felipe sulla destra: uno è un giocatore da 5,5/6 (Patric), l'altro non garantisce continuità;
4. non avere alternative di modulo da applicare IN PARTENZA, in considerazione della condizione fisica e dell'avversario;
5. essere troppo 'amico' dei giocatori: se questo può risolvere delle situazioni credo fornisca anche tanti alibi ai ragazzi. A volte ci vorrebbe un allenatore-sergente che ricordi loro quanto guadagnano e che non si possono permettere di tirare indietro il piedino o sentirsi arrivati dopo un singolo ottimo risultato, visto che i passi falsi possono compromettere tutto.
Io penso siano un po' gli stessi discorsi che abbiamo fatto vent'anni fa, quando molti di noi erano convinti che con Capello al posto di Eriksson avremmo vinto il triplo perchè non ci saremmo mai seduti sugli allori di una grande vittoria, confermando tutti e procedendo per inerzia. Uno capace di far entrare un giocatore in campo e poi toglierlo dopo 5 minuti se vede che non è motivato. Che entri in polemica con la sua Società per una squadra più forte e sia anche disposto a una rivoluzione per cercare di potenziare l'organico.
Insomma, a me sembra Simone sia entrato in una sua personale comfort zone, dove non fa polemiche con la Società, non entra in contrasto coi giocatori quando passeggiano o sono distratti e si accontenta di quello che gli viene proposto, usandolo poi come alibi quando i risultati non arrivano. Ecco, io non credo un allenatore abbia l'unica responsabilità di organizzare allenamenti e schemi, ma debba anche essere partecipe in altre dinamiche interne e ci debba mettere la faccia anche con decisioni scomode.
Quindi spero firmi un triennale e subito dopo ci metta la faccia, su ogni decisione, a costo di criticare l'operato societario (perchè le critiche spesso fanno crescere).
Non sarei disposto ad accettare un rinnovo annuale, sarebbe credo la peggiore soluzione possibile.