Citazione di: genesis il 26 Set 2016, 15:25
Ha centrato il punto, magari usando parole ed esempi sbagliati, ma ha centrato il punto.
Lui la chiama aurea mediocritas, io la politica del vivacchiare.
Se non ci sarà un cambio di strategia, diventeremo il ChievoRoma; certo, noi ci saremo ancora, ma altri abbandoneranno e nuovi tifosi non arriveranno, saranno sempre in numero inferiore rispetto a chi lascia.
Vorrei spiegare meglio il mio pensiero, ma sono in ufficio. Dopo mi piacerebbe farlo.
Il punto di non ritorno è stato toccato molti anni fa, Lotito non è sceso dal camino la notte di Natale, è stato il risultato di scelte fatte nel periodo delle vacche grasse.
Scelte sia societarie che ambientali, come ho già scritto in un altro topic la sola operazione Mendieta c'è costato tutto il debito fiscale che abbiamo poi rateizzato (quasi 100 milioni tra ingaggio e cartellino per continuare ad inseguire "sogni ed ambizione"), lo sfascio dei conti che c'ha portati fino a Lotito è figlio proprio di "una strategia" che purtroppo si è dimostrata fallimentare. Strategia che è stata accompagnata da una evoluzione del "tifo" altrettanto deleteria, da squadra simpatia che eravamo diventati, sconfiggendo tutto e tutti col diluvio di Perugia, ci siamo trasformati (c'hanno trasformati) in un pericoloso agglomerato di razzisti ed estremisti.
Da questo humus è nato Lotito e probabilmente il futuro da ChievoRoma era nei progetti di chi aveva favorito l'avvento di Lotito, progetto che per fortuna non aveva proprio previsto l'imprevedibilità del presidente.
Cragnotti la sua dotazione di tifosi l'aveva ereditata e nonostante le "vacche grasse" non era riuscito a spostare più di tanto le percentuali, costretto tra l'inseguire la "strategia" e i menestrelli della "lazialità perduta".
Non so se stiamo vivendo gli ultimi giorni di Pompei o se invece siamo nell'ennesimo anno zero per ricostruire qualcosa, so però che c'è chi ogni partita porta il suo piccolo mattone e lo mette insieme agli altri per fare argine e mantenere una posizione ormai secolare, con l'assenza non si può chiedere un cambio di passo, almeno non da tifosi, diverso il discorso per chi vuole essere cliente o solo simpatizzante.
Nella storia della Lazio i periodi aurei e mediocri si sono succeduti senza soluzione di continuità fin dalla sua fondazione, oggi sono cambiati il contesto sociale e la comunicazione intorno ad essa ma questo non dovrebbe incidere nella fruizione di quei novanta minuti di partita, altrimenti sarebbe meglio abdicare ad un ruolo che ha senso solo nello spazio dedicato alla passione primaria.
Non voglio puntare il dito contro nessuno, però non è plausibile aspirare ad una nuova età dell'oro e contemporaneamente far cadere una patina di fuliggine su tutto ciò che rappresenta la Lazio attuale, ognuno cominci a ricoprire il suo ruolo al meglio che può, perché se oggi nel mondo conta l'immagine non ne stiamo assolutamente proponendo una che possa invogliare un qualsiasi investitore a prendersi la briga di rilanciare un programma di investimenti e se dovesse, per sbaglio, passare un nuovo treno per il "paradiso" non vorrei che saltasse la fermata perché trova la banchina vuota.
Io non mi sento prigioniero di Lotito ma capisco che per molti è diventato difficile conciliare ragione e passione ma le epopee del passato è meglio che si lascino nei cassetti dei ricordi ché a guardarci dentro a fondo ci si trovano pagine talmente oscure che quelle di oggi sembrano di filigrana.