Secondo me siamo arrivati a un punto decisivo, molto interessante, ma ci sta mancando il coraggio di oltrepassarlo. Un'analisi condivisa sui limiti di questi anni e uno spazio comune di proposta/azione/riflessione, tra contestatori e non, tutto da inventare: siamo esattamente qui. Dal bordo di questa possibilità sono arrivate le frenate, le puntualizzazioni, gli smarcamenti.
La protesta con gli striscioni-domande? Figurati cosa ci sarà scritto. Un "documento" con poche richieste significative? Inutile e velleitario. Un momento di confronto tra tifosi e dirigenza? Se lallero, te la immagini questa delegazione, chi rappresenta, cosa dice, il curriculum...non si parla con chi dice certe cose, e via di seguito...continuare la protesta frontale? un suicidio senza senso.
Si, magari avrete ragione, tutte cose poco realistiche, ma io questo "realismo" di cui parlate mi sembra solo una gabbia di un destino di inazione. Oppure, paradossalmente, una posizione (questa si trascendente e astratta) che ripete un ritornello: Lotito è una scoreggia, si magari ha sbagliato qualcosa ma la posta in gioco è sempre altra, non conta nulla ciò che fa e che ha fatto, meglio non farsi troppe domande, la lazialità viaggia parallela alla vita reale di una squadra e di una società. Andiamo allo stadio, portiamo entusiasmo, tifiamo sempre, stiamo vicino all'idea... una sorta di induzione a una "euforia di massa", a prescindere da tutto. Come quando, per evitare il down post festa, ti affidi a qualche additivo che ti fa tornare il sorriso.
Il fatto che questa cosa non avvenga, che c'è un sentimento diffuso di delusione e incazzatura, è frutto di una tifoseria con il cervello all'ammasso (buona a tratti, quando fa splendide coreografie o riempie la curva o si sbatte per trasferte assurde), del destino cinico e baro o della mancata incarnazione sulla terra romana dello spirito della storia, cioè la LAZIALITA'?
Da quando l'uomo ha inventato il cavallo, lo stadio si riempie e si svuota a causa di due ragioni principali: la rilevanza agonistica della squadra e per come si coltiva l'amore e la passione per quella squadra. Due elementi che possono viaggiare insieme o andare separati o alternarsi.
Torno alle domande semplici-semplici di FM: cosa si può fare, oltre a fomentarci uno con l'altro con la necessità di tifare, sostenere, sbandierare "perché la Lazio non si deve mai abbandonare"? Cosa sacrosanta, tant'è che anche io spero che un Lazio-Atalanta non si ripresenti più.
Vi chiedo solo di non tornare alla guerra di posizione perché, in questa bellissima discussione, eravamo riusciti a fare un pezzo di strada insieme.