Forse dovremmo dirimere alcune incomprensioni.
La prima, forse la più importante, è relativa alla distinzione tra "caso Rouhani" e polemica successiva.
La mia posizione è relativa alla polemica (che trovo pretestuosa, ipocrita e islamofoba) e non a Rouhani in sé, perché su Rouhani in sé io credo che discutere in termini di copro/non copro le statue sia un dibattito di terz'ordine.
Anzi peggio, è una vera e propria mistificazione ridicola.
Come qualcuno ha già fatto notare se siamo coerenti nella valutazione di un certo regime Rouhani non andava proprio invitato. PUNTO.
Cosa pensa quindi FatDanny nello specifico di Rouhani? Che i profitti non sono tutto, le vite degli esseri umani valgono molto di più. Quindi il problema del coprire le statue proprio non me lo pongo, perché io non l'avrei mai invitato. Chiaro?
Non c'è dunque doppia morale da parte mia. La doppia morale è di chi invita certi figuri, ci stringe accordi miliardari epperò poi si scandalizza se si coprono per due ore delle statue.
Buffòni, fate ridere (ce l'ho con Renzi, Franceschini e tutti i giornali che gli vanno dietro).
Io non riconosco Rouhani come interlocutore tanto quanto i rappresentanti del Family Day. Rifiuto il confronto con l'uno come con gli altri. Li tratto parimenti come meritano: nessuna tolleranza verso gli intolleranti, dovete essere annientati il prima possibile.
Ma la polemica successiva va distinta, perché è una polemica che non si articola nei confronti di Rouhani ma, al solito, contro il presunto oscurantismo della cultura islamica mescolato, attraverso la polemica, alle malefatte del regime iraniano.
Considero un vero e proprio errore ritenere che la polemica seguente sia indirizzata al capo di stato iraniano, il quale infatti se ne è tirato fuori con un semplice "io non ho chiesto nulla".
Elencare le varie malefatte di regime, il suo oscurantismo, la sua mancanza di libertà è assolutamente fuori tema, aiuta solo a mischiare le carte della retorica egemone, che facendo un mix tra Rouhani e Islam rafforza il fronte islamofobo.
L'unica vera risposta a Rouhani e al suo regime è: non ti invito, non faccio accordi con te, almeno fino a che governi in un determinato modo (e lo stesso, aggiungo, dovrebbe avvenire con la Turchia, ma le nostre ipocrisie si moltiplicano esponenzialmente se allarghiamo lo spettro di valutazione).
Focalizzare il discorso sulla nudità e quale confine pubblico/privato sia proprio della cultura di riferimento serve ad evitare traslitterazioni del discorso che solo apparentemente operano una comparazione oggettiva.
Distinguere nudo privato, nudo pubblico e nudo artistico, i quali (tutti e tre e i confini tra loro) non hanno valore universale, ma sono strettamente legati al proprio contesto, serve a separare "questione delle statue" (ridicola per i motivi detti) da "retorica islamofoba" (da decostruire per coglierne modalità d'uso e fini ultimi).
Il divieto del nudo in uno spazio pubblico non necessariamente è un'operazione oscurantista, tanto quanto non lo è per noi girare senza mutande.
E questo non difende Rouhani, non entra in relazione col suo regime e non difende nemmeno la scelta di coprire le statue.
Non è così che si dialoga con culture diverse dalla nostra. Col dibattito sulle statue si sta solo giustificando una propria presunta superiorità e la necessità di affermazione assoluta dei valori occidentali.
Ad esempio, e concludo, quanto si vede chiaramente da diversi post è come la nostra gerarchia valoriale non sia minimamente non dico messa in discussione, ma è come se fosse la "gerarchia naturale dei diritti e delle libertà".
Una gerarchia diversa dei diritti e delle libertà potrebbe portarci a valutazioni MOLTO diverse tanto del nostro modello che di altri. Dare per scontato che la gerarchia dei diritti è UNA (la nostra) ma è naturale che alla fine ci porta a dire che, seppur con mille difetti (cit.) il nostro è il migliore dei mondi al momento realizzato.
Questo E' imperialismo culturale.
Perché non si degna nemmeno di porsi la domanda se effettivamente questa gerarchia e questi valori vadano assunti naturalmente o vadano posti a critica.