Statue coperte

Aperto da Tornado, 27 Gen 2016, 16:44

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anderz

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Opinione personale (e pochissimo tempo a disposizione): il punto, a mio avviso, non è relativo alle differenze culturali tra "noi" e "loro" e a sterili discorsi sull'interpretazione della differenza nell'ambito delle scienze umane.
Pablo, con una stizza che non è da lui, mi accusa di "capire tutto io" ed è chiaro che in una discussione come questa ognuno provi a dire la sua, anche in maniera energica.
Innanzitutto io non penso che l'accaduto sia qualcosa da derubricare come "polemica inutile" e che quando si tratta di soldi va bene tutto. Non si è trattato di cortesia ma di una leggerezza che ha messo l'Italia in cattiva luce a livello internazionale - basta guardare le testate importanti che si sono occupate della vicenda - e che ha scatenato i soliti sciacalli politici che in queste cose ci sguazzano come maiali nel fango. Basterebbe questo per capire la portata dell'errore commesso. da chi? non se sa.
Il punto più importante non è la religione islamica ma il governo iraniano, di questo stiamo parlando, non della colonizzazione culturale dell'occidente. Anzi, proprio la colonizzazione culturale, è stato il pretesto con il quale gli ayatollah hanno imposto la società più sessuofoba e oscurantista dell'intera storia millenaria della Persia. Roba che nemmeno dopo la conquista araba del 654.
Un governo che sceglie di coprire le statue (cosa che, attenzione, nemmeno il papa si è sognato di fare) è un governo che ritiene di pagare un tributo non richiesto ad un regime che, a queste latitudini, chiameremmo fascista.
Io non so se nella vostra vita vi sia mai capitato di avere amicizie tra o semplicemente conoscere gli esuli iraniani. Se li conoscete fatevi raccontare dei mille modi che devono inventarsi i ragazzi per sfuggire alle maglie del regime, del terrore che hanno le donne di farsi vedere in giro con un uomo non parente, fatevi raccontare degli impiccati sulle gru.
Una volta, ad esempio, raccolsi delle testimonianze di rifugiati per una pubblicazione dell'ente per il quale lavoravo. Ecco, non posso e non riesco a dimenticare l'incontro con quest'uomo, una persona che aveva addosso i segni evidenti, esterni ed interni, delle "cure" somministrategli da pasdaran e basij. Mi chiamò due giorni dopo quell'intervista da incubo e mi implorò di non farla pubblicare nonostante avessimo modificato tutti i dati sensibili. Da uomo libero, in Occidente, aveva ancora il terrore di essere controllato.

carib

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Citazione di: anderz il 29 Gen 2016, 12:58
Opinione personale (e pochissimo tempo a disposizione): il punto, a mio avviso, non è relativo alle differenze culturali tra "noi" e "loro" e a sterili discorsi sull'interpretazione della differenza nell'ambito delle scienze umane.
Pablo, con una stizza che non è da lui, mi accusa di "capire tutto io" ed è chiaro che in una discussione come questa ognuno provi a dire la sua, anche in maniera energica.
Innanzitutto io non penso che l'accaduto sia qualcosa da derubricare come "polemica inutile" e che quando si tratta di soldi va bene tutto. Non si è trattato di cortesia ma di una leggerezza che ha messo l'Italia in cattiva luce a livello internazionale - basta guardare le testate importanti che si sono occupate della vicenda - e che ha scatenato i soliti sciacalli politici che in queste cose ci sguazzano come maiali nel fango. Basterebbe questo per capire la portata dell'errore commesso. da chi? non se sa.
Il punto più importante non è la religione islamica ma il governo iraniano, di questo stiamo parlando, non della colonizzazione culturale dell'occidente. Anzi, proprio la colonizzazione culturale, è stato il pretesto con il quale gli ayatollah hanno imposto la società più sessuofoba e oscurantista dell'intera storia millenaria della Persia. Roba che nemmeno dopo la conquista araba del 654.
Un governo che sceglie di coprire le statue (cosa che, attenzione, nemmeno il papa si è sognato di fare) è un governo che ritiene di pagare un tributo non richiesto ad un regime che, a queste latitudini, chiameremmo fascista.
Io non so se nella vostra vita vi sia mai capitato di avere amicizie tra o semplicemente conoscere gli esuli iraniani. Se li conoscete fatevi raccontare dei mille modi che devono inventarsi i ragazzi per sfuggire alle maglie del regime, del terrore che hanno le donne di farsi vedere in giro con un uomo non parente, fatevi raccontare degli impiccati sulle gru.
Una volta, ad esempio, raccolsi delle testimonianze di rifugiati per una pubblicazione dell'ente per il quale lavoravo. Ecco, non posso e non riesco a dimenticare l'incontro con quest'uomo, una persona che aveva addosso i segni evidenti, esterni ed interni, delle "cure" somministrategli da pasdaran e basij. Mi chiamò due giorni dopo quell'intervista da incubo e mi implorò di non farla pubblicare nonostante avessimo modificato tutti i dati sensibili. Da uomo libero, in Occidente, aveva ancora il terrore di essere controllato.
ho avuto la fortuna e l'onore di conoscere e scambiare qualche parola con Kader Abdolah a microfoni spenti. Confermo anche le virgole del tuo post. E grazie per aver alzato di nuovo il livello della discussione.

Thorin

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E se c'avevi più tempo te leggevo sul kindle  :beer:

Citazione di: anderz il 29 Gen 2016, 12:58
Opinione personale (e pochissimo tempo a disposizione): il punto, a mio avviso, non è relativo alle differenze culturali tra "noi" e "loro" e a sterili discorsi sull'interpretazione della differenza nell'ambito delle scienze umane.
Pablo, con una stizza che non è da lui, mi accusa di "capire tutto io" ed è chiaro che in una discussione come questa ognuno provi a dire la sua, anche in maniera energica.
Innanzitutto io non penso che l'accaduto sia qualcosa da derubricare come "polemica inutile" e che quando si tratta di soldi va bene tutto. Non si è trattato di cortesia ma di una leggerezza che ha messo l'Italia in cattiva luce a livello internazionale - basta guardare le testate importanti che si sono occupate della vicenda - e che ha scatenato i soliti sciacalli politici che in queste cose ci sguazzano come maiali nel fango. Basterebbe questo per capire la portata dell'errore commesso. da chi? non se sa.

Oh, perfetto, è quello che dicevo anche io: questa "cazzatella" è rimbalzata su tutti i media mondiali, ed in più è stato un assist ai vari salvini.

Citazione di: anderz il 29 Gen 2016, 12:58
Il punto più importante non è la religione islamica ma il governo iraniano, di questo stiamo parlando, non della colonizzazione culturale dell'occidente. Anzi, proprio la colonizzazione culturale, è stato il pretesto con il quale gli ayatollah hanno imposto la società più sessuofoba e oscurantista dell'intera storia millenaria della Persia. Roba che nemmeno dopo la conquista araba del 654.
Un governo che sceglie di coprire le statue (cosa che, attenzione, nemmeno il papa si è sognato di fare) è un governo che ritiene di pagare un tributo non richiesto ad un regime che, a queste latitudini, chiameremmo fascista.
Io non so se nella vostra vita vi sia mai capitato di avere amicizie tra o semplicemente conoscere gli esuli iraniani. Se li conoscete fatevi raccontare dei mille modi che devono inventarsi i ragazzi per sfuggire alle maglie del regime, del terrore che hanno le donne di farsi vedere in giro con un uomo non parente, fatevi raccontare degli impiccati sulle gru.
Una volta, ad esempio, raccolsi delle testimonianze di rifugiati per una pubblicazione dell'ente per il quale lavoravo. Ecco, non posso e non riesco a dimenticare l'incontro con quest'uomo, una persona che aveva addosso i segni evidenti, esterni ed interni, delle "cure" somministrategli da pasdaran e basij. Mi chiamò due giorni dopo quell'intervista da incubo e mi implorò di non farla pubblicare nonostante avessimo modificato tutti i dati sensibili. Da uomo libero, in Occidente, aveva ancora il terrore di essere controllato.

Ci lavoro tutti i giorni con una ragazza Persiana, che non tornerebbe nel suo paese per nessuna ragione al mondo. Confermo quanto scrivi.

cartesio

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Citazione di: Zanzalf il 29 Gen 2016, 12:51
La scienza nasce nelle università. Che sono diretta espressione della religione e del civismo.

Piano.
La scienza risale minimo al tempo dei Sumeri, con lo studio del moto dei corpi celesti. Studio incredibilmente accurato, in relazione ai mezzi disponibili al tempo.
Almeno 4000 anni fa.

Con questo non voglio dire che siano stati i primi, non so se qualcuno prima di loro abbia studiato quei fenomeni, o altri, con metodo scientifico.
Che è la base della scienza. Non le conoscenze, ma il metodo. Perché le conoscenze te le possono dare altri, come succede oggi a scuola, ma la ricerca scientifica è una questione di metodo.

Da https://it.wikipedia.org/wiki/Sumeri:

Una produzione di testi estremamente ampia (centinaia di migliaia di scritti) in lingua Sumera sono sopravvissuti; per lo più in tavole d'argilla. Il Sumero, a partire da una certa epoca, utilizza una scrittura cuneiforme, una delle forme di scrittura conosciute più antiche. Alcuni tipi di testi Sumeri includono lettere personali, lettere di affari e transazioni, ricevute, liste lessicali, leggi, inni e preghiere, incantesimi magici, e testi scientifici comprendenti matematica, astronomia e medicina. Le iscrizioni monumentali e testi su diversi oggetti come statue, mattoni, chiodi e ciotole sono anche molto comuni. Molti testi esistono in copie multiple perché erano ripetutamente trascritti dagli scribi per esercitazione, talvolta anche in un sumero arcaico come ossequio delle tradizioni.


Citazione di: Zanzalf il 29 Gen 2016, 12:51
La concezione di persone uguali tra loro, perchè ugualmente figli di Dio, è cristiana.


A me pare di ricordare che tutti gli uomini sono uguali davanti a Dio. Non che sono tutti uguali.

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PabloHoney

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Citazione di: anderz il 29 Gen 2016, 12:58

Pablo, con una stizza che non è da lui, mi accusa di "capire tutto io"


Anderz.... Io sta cosa non ricordo di averla scritta... Ma sicuramente non l'ho mai pensata... Tanto meno stizzito


fish_mark

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Da una questione di cerimoniale si è arrivati a una questione di Stato, il che dimostra quanto è importante il cerimoniale, specie nelle ... questioni di Stato, ma non solo.
Il confine di questa discussione non è tra Islam e Cristianesimo, ma tra una moralità rigida e una moralità più flessibile con il rispetto che si deve a persone ispirate a certi comportamenti. Bastava concordare un diverso percorso o un  diverso luogo per gli incontri che non ci sarebbe stato alcun problema, mentre oggi negli editoriali di mezzo mondo si ride di noi.

Del resto non è carino consegnare a Rohani, in nome del nostro avanzato Illuminismo, una copia di Playboy, come anche del Decamerone di Boccaccio o le celebri e soavi poesie dell'Aretino, per rivendicare i fasti della nostra letteratura, mentre allo stesso tempo non è carino fare le stesse cose con il parroco del quartiere che si ha ospiti a casa al pranzo domenicale per dimostrargli la nostra libertà nei costumi.

Partire da questo tema, molto delicato ed importante nei rapporti umani, per arrivare alla questione dei diritti umani nell'Iran mi sembra un viaggio molto lungo: forse troppo.
Peraltro, la società ed anche la politica iraniana sono molto più avanti, oserei dire vicine agli standard occidentali, di tanti paesi del golfo che tanto ci deliziano nel calcio e negli affari, dall'Arabia Saudita al Qatar, dove le donne non possono guidare la macchina e agli operai che stanno lavorando per i mondialidel 2022 è stato sequestrato il passaporto.

Sonni Boi

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Citazione di: anderz il 29 Gen 2016, 12:58
Io non so se nella vostra vita vi sia mai capitato di avere amicizie tra o semplicemente conoscere gli esuli iraniani.

Giusto ieri ho avuto modo di parlare con un ragazzo iraniano, devoto musulmano e non particolarmente progressista come suoi altri connazionali di mia conoscenza (neanche un integralista, sia chiaro). Non vi dico la risata che gli è scoppiata appena gli ho menzionato la faccenda.

Mi ha detto, con molta semplicità e buon senso, che sebbene in Iran sia proibito mostrare parti del corpo nude, a nessuno che non siano pochi fanatici estremisti sarebbe venuto in mente di scatenare una polemica dato che, alla maggior parte dei cittadini, sembra del tutto naturale che ogni popolo viva seguendo le proprie tradizioni. E di certo, mi ha detto, non si sarebbe scandalizzato un uomo di mondo come il presidente Rouhani.

Anche di fronti agli iraniani abbiamo fatto la figura dei pupazzi, altro che cortesia. Nel suo paese la storia ha avuto una vasta eco, con tanto di pernacchie al nostro indirizzo.

Citazione di: fish_mark il 29 Gen 2016, 15:46
Da una questione di cerimoniale si è arrivati a una questione di Stato, il che dimostra quanto è importante il cerimoniale, specie nelle ... questioni di Stato, ma non solo.
Il confine di questa discussione non è tra Islam e Cristianesimo, ma tra una moralità rigida e una moralità più flessibile con il rispetto che si deve a persone ispirate a certi comportamenti. Bastava concordare un diverso percorso o un  diverso luogo per gli incontri che non ci sarebbe stato alcun problema, mentre oggi negli editoriali di mezzo mondo si ride di noi.

Alla luce di quanto ho appena scritto, credo che più semplicemente abbiamo un'idea caricaturale e piuttosto goffa di ciò che non conosciamo. Diciamo pure tranquillamente che abbiamo fatto la figura dei provinciali ignoranti, di quelli che la prima domanda che farebbero a un musulmano sarebbe "ma insomma, da che parte sta La Mecca? Lo saprai visto che tra 20 minuti che tocca fa la preghiera, no?".

FatDanny

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Forse dovremmo dirimere alcune incomprensioni.
La prima, forse la più importante, è relativa alla distinzione tra "caso Rouhani" e polemica successiva.
La mia posizione è relativa alla polemica (che trovo pretestuosa, ipocrita e islamofoba) e non a Rouhani in sé, perché su Rouhani in sé io credo che discutere in termini di copro/non copro le statue sia un dibattito di terz'ordine.
Anzi peggio, è una vera e propria mistificazione ridicola.
Come qualcuno ha già fatto notare se siamo coerenti nella valutazione di un certo regime Rouhani non andava proprio invitato. PUNTO.
Cosa pensa quindi FatDanny nello specifico di Rouhani? Che i profitti non sono tutto, le vite degli esseri umani valgono molto di più. Quindi il problema del coprire le statue proprio non me lo pongo, perché io non l'avrei mai invitato. Chiaro?

Non c'è dunque doppia morale da parte mia. La doppia morale è di chi invita certi figuri, ci stringe accordi miliardari epperò poi si scandalizza se si coprono per due ore delle statue.
Buffòni, fate ridere (ce l'ho con Renzi, Franceschini e tutti i giornali che gli vanno dietro).
Io non riconosco Rouhani come interlocutore tanto quanto i rappresentanti del Family Day. Rifiuto il confronto con l'uno come con gli altri. Li tratto parimenti come meritano: nessuna tolleranza verso gli intolleranti, dovete essere annientati il prima possibile.


Ma la polemica successiva va distinta, perché è una polemica che non si articola nei confronti di Rouhani ma, al solito, contro il presunto oscurantismo della cultura islamica mescolato, attraverso la polemica, alle malefatte del regime iraniano.
Considero un vero e proprio errore ritenere che la polemica seguente sia indirizzata al capo di stato iraniano, il quale infatti se ne è tirato fuori con un semplice "io non ho chiesto nulla".
Elencare le varie malefatte di regime, il suo oscurantismo, la sua mancanza di libertà è assolutamente fuori tema, aiuta solo a mischiare le carte della retorica egemone, che facendo un mix tra Rouhani e Islam rafforza il fronte islamofobo.
L'unica vera risposta a Rouhani e al suo regime è: non ti invito, non faccio accordi con te, almeno fino a che governi in un determinato modo (e lo stesso, aggiungo, dovrebbe avvenire con la Turchia, ma le nostre ipocrisie si moltiplicano esponenzialmente se allarghiamo lo spettro di valutazione).

Focalizzare il discorso sulla nudità e quale confine pubblico/privato sia proprio della cultura di riferimento serve ad evitare traslitterazioni del discorso che solo apparentemente operano una comparazione oggettiva.

Distinguere nudo privato, nudo pubblico e nudo artistico, i quali (tutti e tre e i confini tra loro) non hanno valore universale, ma sono strettamente legati al proprio contesto, serve a separare "questione delle statue" (ridicola per i motivi detti) da "retorica islamofoba" (da decostruire per coglierne modalità d'uso e fini ultimi).
Il divieto del nudo in uno spazio pubblico non necessariamente è un'operazione oscurantista, tanto quanto non lo è per noi girare senza mutande.
E questo non difende Rouhani, non entra in relazione col suo regime e non difende nemmeno la scelta di coprire le statue.
Non è così che si dialoga con culture diverse dalla nostra. Col dibattito sulle statue si sta solo giustificando una propria presunta superiorità e la necessità di affermazione assoluta dei valori occidentali.

Ad esempio, e concludo, quanto si vede chiaramente da diversi post è come la nostra gerarchia valoriale non sia minimamente non dico messa in discussione, ma è come se fosse la "gerarchia naturale dei diritti e delle libertà".
Una gerarchia diversa dei diritti e delle libertà potrebbe portarci a valutazioni MOLTO diverse tanto del nostro modello che di altri. Dare per scontato che la gerarchia dei diritti è UNA (la nostra) ma è naturale che alla fine ci porta a dire che, seppur con mille difetti (cit.) il nostro è il migliore dei mondi al momento realizzato.

Questo E' imperialismo culturale.
Perché non si degna nemmeno di porsi la domanda se effettivamente questa gerarchia e questi valori vadano assunti naturalmente o vadano posti a critica.

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anderz

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Citazione di: fish_mark il 29 Gen 2016, 15:46
Da una questione di cerimoniale si è arrivati a una questione di Stato, il che dimostra quanto è importante il cerimoniale, specie nelle ... questioni di Stato, ma non solo.
Il confine di questa discussione non è tra Islam e Cristianesimo, ma tra una moralità rigida e una moralità più flessibile con il rispetto che si deve a persone ispirate a certi comportamenti. Bastava concordare un diverso percorso o un  diverso luogo per gli incontri che non ci sarebbe stato alcun problema, mentre oggi negli editoriali di mezzo mondo si ride di noi.

Del resto non è carino consegnare a Rohani, in nome del nostro avanzato Illuminismo, una copia di Playboy, come anche del Decamerone di Boccaccio o le celebri e soavi poesie dell'Aretino, per rivendicare i fasti della nostra letteratura, mentre allo stesso tempo non è carino fare le stesse cose con il parroco del quartiere che si ha ospiti a casa al pranzo domenicale per dimostrargli la nostra libertà nei costumi.

Partire da questo tema, molto delicato ed importante nei rapporti umani, per arrivare alla questione dei diritti umani nell'Iran mi sembra un viaggio molto lungo: forse troppo.
Peraltro, la società ed anche la politica iraniana sono molto più avanti, oserei dire vicine agli standard occidentali, di tanti paesi del golfo che tanto ci deliziano nel calcio e negli affari, dall'Arabia Saudita al Qatar, dove le donne non possono guidare la macchina e agli operai che stanno lavorando per i mondialidel 2022 è stato sequestrato il passaporto.

interessante tu abbia citato il Decameron di Boccaccio; un'opera molto simile, con tanto di riferimenti espliciti alla sessualità, venne pubblicata nella Persia medievale musulmana. Da noi è nota come "Le mille e una notte".
Inoltre, la società civile iraniana è più secolarizzata rispetto a quella saudita, vero, non il suo governo però. Saud e ayatollah sono facce diverse della stessa medaglia, a me, personalmente e pacatamente, fanno schifo entrambi.

kelly slater

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Citazione di: FatDanny il 29 Gen 2016, 10:02
1) Non ti ho dato dell'arrogante, ma ad esserlo è il tuo approccio culturale, tipicamente occidentale.
l'argomento anti-intellettuale è di matrice qualunquista. Non serve che ti ricordi da chi o da cosa derivi il qualunquismo. In che modo studiare ad Harvard (o in altra prestigiosa università) dovrebbe inficiare i loro discorsi?
Certo che sono imbevuti di cultura occidentale, se mi avessi letto davvero avresti visto che il loro ruolo di mediatori deriva esattamente dal fatto di trovarsi al confine tra due culture. E tra due linguaggi: quello accademico, che permette di individuare e porre sul piano teorico problemi concreti e quello dell'esperienza diretta come soggetti subalterni (nel contesto post-coloniale).

2) il fatto di chiamarli in modo canzonatorio "google traslator culturali" non ti rende grande onore, perché è una dichiarazione di ignoranza palese. I mediatori culturali sono figure fondamentali, anche nella vita di tutti i giorni.
Vai in un Cara e prova a fare a meno dei mediatori culturali. Vai vai. Tanti auguri.
Se inizio a chiamare un architetto "quello che fa i disegnelli dei palazzi" non sto sminuendo il ruolo dell'architetto, ma la mia persona incapace di comprenderne l'importanza.


Ti rispondo a punti alla volta senno' mi ci vogliono ore.
Quale sarebbe l'argomento anti-intellettuale?
Ho detto forse qualcosa contro gli intellettuali?
Dan sta tranquillo io non ho problemi a riconoscere la mia ignoranza su tante e tante questioni.
Sicuramente, sebbene qualche libro l'abbia letto anche io, avto' letto un centesimo dei libri che hai letto tu su questi argomenti.
Possiamo avere lo stesso una discussione o mi devo prendere gli insulti?
Se vuoi qualcuno al tuo livello forse invece di scrivere su Lazio.net dovresti scrivere su qualche forum di filosofia.
La mia critica era rivolta al fatto che alcuni dei personaggi che hai citato come "traduttori culturali" non sono per niente al confine, ma sono essi stessi espressione del pensiero occidentale.
Cosi' come sinceramente mi fa ridere il fatto che tu consideri arrogante il mio approccio perche' "e'cosi' occidentale".
Certo che è occidentale, sono di Roma ho studiato filosofia a villa mirafiori no a Rangoon .  E tu?

Secondo punto: non la butta' in caciara, non mi citare i Cara e gli operatori che lavorano in quella situazione perche' non stavamo parlando di questo, stavamo parlando di intellettuali e di scuole di pensiero.
Non utilizzare argomenti scorretti, sappiamo tutti che sei l'ultimo ad averne bisogno in una discussione.

kelly slater

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Citazione di: FatDanny il 29 Gen 2016, 10:02

3) ma torniamo al discorso principale: quello che continui a non vedere è che rappresenti un modello emancipatorio univoco. Come se la liberazione dei costumi o dei soggetti più in generali debba passare sempre e comunque da una via, dalle minigonne, dal rock n' roll o dai blue jeans.
Praticamente denunci l'univocità forzosa creata dal capitalismo mediante l'alienazione e lo sfruttamento, ma non hai alcun problema se il modello di liberazione che proponi è altrettano univoco, altrettanto alienato (ossia traslato, non autodeterminato), altrettanto eterodiretto.
Affermare che la liberazione non è una parabola già segnata sulla base del solco occidentale significa che si può dare in mille direzioni diverse e il tuo definirla in modo univoco è altrettanto costrittivo che i precetti religiosi.

Mi dici: le culture non sono impermeabili, ma si contaminano. Ma CERTAMENTE.
Il punto è  che però a questa giusta affermazione devi allegare il COME si contaminano, perché non è proprio un dettaglio indifferente. La contaminazione di per sé non solo è augurabile, ma è proprio la base del progresso umano, il quale avviene mediante contaminazioni (spaziali, temporali, epistemologiche, ecc).
Tuttavia se questa stessa contaminazione è unilaterale qualche domandina dovresti fartela caro mio.
perché ti fai la domanda sulle minigonne di teheran degli anni '60 e non ci aggiungi la domanda:
ma come mai tale contaminazione ha riguardato solo loro e non noi (non mi pare che l'occidente abbia assunto costumi o caratteri della società iraniana)?
E se la contaminazione è unilaterale si tratta davvero di contaminazione o forse siamo di fronte ad un caso di colonialismo culturale in cui una cultura resta uguale a se stessa e ne invade un'altra?
L'unica spiegazione alternativa, che è infatti quella propriamente coloniale, è: avviene questo perchè una cultura è superiore, l'altra inferiore e dunque è ovvio che solo una contamini l'altra.

Fermarsi alla domanda "come mai prima potevano portare le minigonne e ora no?" è leggermente carente sul piano analitico.
Dovresti anzitutto domandarti: il concetto di "donna" ha lo stesso significato a Teheran e a Roma?
E se il significato è diverso in che modo mettere a nudo parti del corpo (minigonna) interagisce con tale concetto? In che modo lo risignifica? E nel risignificarlo ne amplia le possibilità (lo emancipa) o lo ricolloca in un vicolo cieco per il semplice motivo che la risignificazione in effetti non è la stessa avvenuta quarant'anni fa nel mondo Occientale?

Questa è traduzione culturale e ti consiglio di approfondire un po' il tema prima di derubricarlo a pippa mentale di qualche intellettualoide occidentale che ha studiato ad harvard.

Non c'è niente da fare, non se riesce ad uscire dal modello del maschio bianco che riesce a vedere la realtà solo a sua immagine e somiglianza. Che proponga un modello di sviluppo economico o di liberazione sociale, ma sempre e solo il suo riesce a vedere. Una modalità che ha portato effetti disastrosi tanto sul piano economico (pensate a quante cazzate sono state fatte pensando che i paesi del terzo mondo dovessero seguire un modello di sviluppo speculare a quello europeo) che su quello sociale.
L'Io come unico medium del Reale.
Me potresti dì "perché tu non sei un maschio bianco occidentale?". Ma certo e proprio perché so di esserlo mi dico e dico: alt, non possiamo essere noi a definire la Realtà. Dobbiamo anzitutto riconoscere l'Altro e la sua Realtà, che possiamo conoscere unicamente ascoltando e traducendo quanto afferma.
Senza ascoltare non possiamo sapere, senza tradurre non possiamo capire cosa abbiamo ascoltato.

fish_mark

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Citazione di: anderz il 29 Gen 2016, 16:12
interessante tu abbia citato il Decameron di Boccaccio; un'opera molto simile, con tanto di riferimenti espliciti alla sessualità, venne pubblicata nella Persia medievale musulmana. Da noi è nota come "Le mille e una notte".
Inoltre, la società civile iraniana è più secolarizzata rispetto a quella saudita, vero, non il suo governo però. Saud e ayatollah sono facce diverse della stessa medaglia, a me, personalmente e pacatamente, fanno schifo entrambi.

Assolutamente d'accordo ma volevo soltanto sottolineare come sull'Iran si hanno toni eccessivi, anzi definitivi, quando in realtà, di tutto il mondo musulmano, non esprime proprio la punta massima dell'oscurantismo, con una società molto più libera e vivace di tante altre, anche se governata da una teocrazia.

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kelly slater

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@Fat Danny


Vedo che di nuovo stai artatamente riducendo il discorso a "la liberta' di portare la minigonna".
eppure mi sembra aver parlato di dominio anzi di dominii.
io non sostengo affatto che la via della liberazione sia univoca, io sto sostenendo che ci deve essere la possibilita' all'interno di qualsiasi gruppo sociale di poter evadere dalle regole sociali e culturali di quello stesso gruppo, anche aderendo a valori di gruppi sociali esterni ( stranieri ).

mi citi il rock n roll e i blue jeans e poi sarei io quello che banalizza?

Innanzitutto non è affatto vero che l'occidente non abbia preso a modello culture altre: l'ha fatto tantissime volte, basti pensare a tutta la controcultura europea e americana tra il 55 e il 75: buddismo, filosofie indiane, recupero delle civilta' native americane, per dirne solo alcune.
Com'e' che siamo pienio di corsi di yoga, sette new age, il buddismo dilaga?
Certo magari la moda del velo non attecchisce, forse perche' ci ricorda il nostro passato, quando nel sud italia
le donne avevano un abbigliamento simile.

Ma il problema che mi pongo, lo ripeto, è un altro.
Non se il concetto di donna a Teheran sia lo stesso che qui ma se una donna a Teheran abbia la possibilita' di autodeterminare cos'e' il concetto di donna.
Se il concetto di donna a Teheran fosse quello di semi-animale , essere inferiore al maschio e non degno
di averne gli stessi diritti dovrei rispettare questa differenza culturale?
In che modo i traduttori mi potrebbero aiutare?

Il concetto di LIBERTA' ha bisogno di traduzioni?
L'amico di anderz che è terrorizzato pur vivendo in occidente è un colonizzato culturale?

Non mi ritirare fuori i blue jeans e il roccherroll Fat: io sto parlando della LIBERTA' dell'individuo in una societa'.
Il poter decidere se mettersi il chador oppure no oppure la minigonna oppure vestirsi da satana oppure credere o non credere, essere anti-occidentale o filo-occidentale.
Quindi ripeto, se non ti fosse chiaro: LIBERTA' DI SCEGLIERE.
NO LIBERTA' DI SCEGLIERE L'OCCIDENTE.


Tarallo

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Citazione di: Zanzalf il 29 Gen 2016, 12:51
La scienza nasce nelle università.
Invenzione degli arabi.
Il delirio che segue manco lo commento.

fish_mark

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sull'Iran di oggi segnalo un paio di film

"off side" del 2006, di Panahi con il racconto del tentativo di alcune ragazze di andare allo stadio a vedere una partita della nazionale cercando di penetrare le fitte maglie del controllo degli "steward" iraniani.

sempre di Panahi "taxi teheran"

Zanzalf

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Gli arabi il metodo scientifico non sapevano cosa fosse.

anderz

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Citazione di: Zanzalf il 29 Gen 2016, 18:44
Gli arabi il metodo scientifico non sapevano cosa fosse.

Abū ʿAlī al-Ḥasan ibn al-Ḥasan ibn al-Ḥaytham (Arabic: أبو علي، الحسن بن الحسن بن الهيثم‎; c. 965 – c. 1040 ce), also known by the Latinization Alhazen or Alhacen,[n 1] was an Arab[9][10] scientist,[11] mathematician, astronomer, and philosopher.[12] Ibn al-Ḥaytham made significant contributions to the principles of optics, astronomy, mathematics, meteorology, visual perception and the scientific method.[13] He spent most of his life close to the court of the Fatimid Caliphate in Cairo and earned his living authoring various treatises and tutoring members of the nobilities.[14]

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Non c'entra col metodo scientifico che è un approccio nuovo introdotto da Galileo

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anderz

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Citazione di: Zanzalf il 29 Gen 2016, 19:52
Non c'entra col metodo scientifico che è un approccio nuovo introdotto da Galileo

uno ti linka un incipit, se cerchi c'e dell'altro, tipo:

Ibn al-Ḥaytham widely considered the first theoretical physicist, and the earliest to discover that a hypothesis must be proved by experiments based on confirmable procedures or mathematical evidence—hence understanding the scientific method 200 years before Renaissance scientists.


12maggio1974

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Citazione di: anderz il 29 Gen 2016, 19:57
uno ti linka un incipit, se cerchi c'e dell'altro, tipo:

Ibn al-Ḥaytham widely considered the first theoretical physicist, and the earliest to discover that a hypothesis must be proved by experiments based on confirmable procedures or mathematical evidence—hence understanding the scientific method 200 years before Renaissance scientists.
ad occhio è una voce scritta da Arabi, non paragoniamo l'imparagonabile, il movimento scientifico è anche diffusione delle idee miglioramento delle teorie e dei risultati sperimentali nelle generazioni successive, ampliamento del numero di ricercatori ecc. dopo Galileo c'è Newton Maxwell ecc. non basta un unico erudito vissuto in un certo periodo e poi il nulla. Peraltro il contributo di Galileo è mostruoso, non è solo empirico cioè osservazione e descrizione del fenomeno, lui estrapola i risultati, facendo diminuire l'attrito per un grave che scivola su un piano inclinato, osserva che arriva sempre più lontano ed estrapola il risultato ipotizzando che in assenza di attrito il grave continuerebbe per sempre, cioè un esperimento che si svolge in alcuni metri in pochi secondi lui lo estrapola fino ai confini spazio-temporali dell'universo ricavando una legge universale sulla quale pianta le basi Newton per le sue tre leggi ecc.

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