Citazione di: The Referee il 05 Lug 2019, 14:24
rischio l'OT, ma porto la mia testimonianza, basata su quello che ho visto con i miei occhi.
Circa un mese dopo la caduta del muro ho attraversato l'allora DDR in autobus per andare in Polonia.
Facemmo una sosta di un paio d'ore a Gorlitz, subito dopo il confine con la RFT, e l'impressione che ne ricavai fu esattamente quella: un paese arretrato rimasto agli anni '50, che guardava al mondo occidentale (attraverso la televisione) come al paese di Bengodi.
Porto anche la mia esperienza.
Andai nel 1981 o 82, non ricordo.
Muro ancora bene in piedi.
Visitai Mosca e quella che allora si chiamava ancora Leningrado.
Cappa di piombo.
Potevi andare in giro solo dove ti portavano, la gente aveva paura ad avvicinarti. Gli unici che osavano erano quelli che appena arrivavi ti offrivano il cambio al nero, a un tasso 10 volte più vantaggioso di quello ufficiale.
La valuta estera, ci avrebbero spiegato dopo, gli permetteva di comprarsi i visti per espatriare.
Chi cambiava si sarebbe accorto ben presto che quei rubli, una volta che aveva comprato il colbacco a tutta la famiglia, se li sarebbe dati in fronte.
Negozi vuoti.
Nei famosi magazzini GUM vendevano la mondezza vera, roba che in Italia buttavamo.
Sciatteria ovunque, miseria magari no, ma povertà diffusa sì.
Propaganda martellante.
In televisione dell'occidente era data l'immagine del paradiso delle mafie, del regno degli stupefacenti, della criminalità dilagante.
Nell'albergo ai desk c'erano i computer spenti che nessuno usava (probabilmente retaggio delle Olimpiadi del 1980).
Mio padre, sempre stato di idee socialiste, perse l'amicizia di un suo caro amico, comunista di ferro cresciuto nel mito del paradiso dei lavoratori, che non voleva credere a quello che gli raccontava.
Quando il sistema implose, di conseguenza, non fui stupito neanche un po'.