Stadio Flaminio (Topic Ufficiale)

Aperto da bassa79, 06 Mag 2012, 13:25

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Achab77

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Citazione di: syrinx il Oggi alle 10:29la cosa che ti sfugge, ed è fondamentale, è che mentre l'accademy o simila non ha chiari ritorni economici per il gessore, lo stadio ne ha a pacchi. Quindi buttarla in caciara a che pro?
In realtà ni.
Aspettiamo di capire cosa accadrà col PEF, ma se davvero l'obiettivo è una romanella stile Franchi e i finanziamenti sono per il 90% da linee creditizie o presunti interventi esterni, prima di fare diventare il Flaminio un asset virtuoso per le casse della Lazio (leggi mercato e squadra, che sono le cose che poi a me interessano di più) passeranno parecchi anni.
La preoccupazione è che il sogno sostenibile poi diventi l'ennesimo mattoncino utile alla carriera politica di Lotito e un altro cappio al collo delle nostre ambizioni.

syrinx

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Citazione di: Achab77 il Oggi alle 13:42In realtà ni.
Aspettiamo di capire cosa accadrà col PEF, ma se davvero l'obiettivo è una romanella stile Franchi e i finanziamenti sono per il 90% da linee creditizie o presunti interventi esterni, prima di fare diventare il Flaminio un asset virtuoso per le casse della Lazio (leggi mercato e squadra, che sono le cose che poi a me interessano di più) passeranno parecchi anni.
La preoccupazione è che il sogno sostenibile poi diventi l'ennesimo mattoncino utile alla carriera politica di Lotito e un altro cappio al collo delle nostre ambizioni.

tutto giusto, ma io rispondevo a WWB che chiamava in causa gli interessi di lotito non della Lazio. 

Pippo Jones

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Citazione di: Palo il Oggi alle 07:15Guarda, la soluzione nervi ha valore sulla base della sua peculiarità e non perché Pierluigi Nervi abbia personalmente assemblato l'opera. È come dire: "La pensilina viene fatta in legno lamellare o in lastre ondulate." La peculiarità consiste nella soluzione progettata ed adottata. C'è letteratura al riguardo.
Insomma, se proprio ci tengono, tutta la soluzione della copertura (a 360 gradi) là si può fare usando delle "grandi mensole prefabbricate aggettanti in ferro-cemento". Che, tra l'altro, è anche una soluzione economicamente più che accettabile.
A me personalmente c'è una cosa che proprio non convince. Non è un problema nostro a meno di prodigioso della medicina. Mi pare che strutture di ferro cemento esposte alle intemperie abbiano una durata massima di 50-60 anni prima di sgretolarsi. La durata si può accorciare o allungare in base alla manutenzione, ma quando si costruisce una struttura di questo tipo bisognerebbe mettere in conto che dopo tot anni andrebbe demolita. Poi se è bella o contiene soluzioni interessanti nulla vieta di ricostruirlo identica. Se poi si preferisce che il ponte Morandi non resti una tragedia unica, avanti con le romanelle. Poi ho un'altra cosa che mi fa letteralmente impazzire. Il fatto di considerare logico lasciare un rudere pericoloso in pieno centro e costruire un nuovo stadio in un'area precedentemente agricola. Mi lego al discorso climatico. Quando qualcuno capirà che la gestione del territorio e non il consumo è una delle armi principali a disposizione per tentare di evitare di morire tutti bolliti non sarà mai troppo presto. Altro che costruire nuovi stadi a Pietralata, Fiumicino ecc. O nuovi quartieri o aree industriali in zone improbabili e cementificazione tutti, lasciando in piedi ecomostri e palazzi abbandonati da anni (scusate l'OT finale di questo secondo punto)

kurt

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Citazione di: Pippo Jones il Oggi alle 14:32A me personalmente c'è una cosa che proprio non convince. Non è un problema nostro a meno di prodigioso della medicina. Mi pare che strutture di ferro cemento esposte alle intemperie abbiano una durata massima di 50-60 anni prima di sgretolarsi. La durata si può accorciare o allungare in base alla manutenzione, ma quando si costruisce una struttura di questo tipo bisognerebbe mettere in conto che dopo tot anni andrebbe demolita. Poi se è bella o contiene soluzioni interessanti nulla vieta di ricostruirlo identica. Se poi si preferisce che il ponte Morandi non resti una tragedia unica, avanti con le romanelle. Poi ho un'altra cosa che mi fa letteralmente impazzire. Il fatto di considerare logico lasciare un rudere pericoloso in pieno centro e costruire un nuovo stadio in un'area precedentemente agricola. Mi lego al discorso climatico. Quando qualcuno capirà che la gestione del territorio e non il consumo è una delle armi principali a disposizione per tentare di evitare di morire tutti bolliti non sarà mai troppo presto. Altro che costruire nuovi stadi a Pietralata, Fiumicino ecc. O nuovi quartieri o aree industriali in zone improbabili e cementificazione tutti, lasciando in piedi ecomostri e palazzi abbandonati da anni (scusate l'OT finale di questo secondo punto)
Secondo me hai toccato un punto mai abbastanza discusso sul Flaminio: la vetustà dello stadio (più di 70 anni) e la scarsa manutenzione sicuramente negli ultimi 20. Per un manufatto in CLS sono tanti, io che sono ignorante a riguardo perché non ho una laurea mi domando se certe questioni sono state affrontate  e se sì come si prevede di ovviare, perché il problema visti i tragici precedenti sarebbe anche abbastanza serio.

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cartesio

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Citazione di: Pippo Jones il Oggi alle 14:32Poi ho un'altra cosa che mi fa letteralmente impazzire. Il fatto di considerare logico lasciare un rudere pericoloso in pieno centro e costruire un nuovo stadio in un'area precedentemente agricola. Mi lego al discorso climatico. Quando qualcuno capirà che la gestione del territorio e non il consumo è una delle armi principali a disposizione per tentare di evitare di morire tutti bolliti non sarà mai troppo presto. Altro che costruire nuovi stadi a Pietralata, Fiumicino ecc. O nuovi quartieri o aree industriali in zone improbabili e cementificazione tutti, lasciando in piedi ecomostri e palazzi abbandonati da anni (scusate l'OT finale di questo secondo punto)

Sacrosanto.
In alcune città hanno iniziato ad eliminare aree asfaltate.

https://www.mattinopadova.it/cronaca/padova-piano-depavimentazione-400-aree-citta-spugna-verde-clima-n9o682ld

Palo

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Citazione di: kurt il Oggi alle 15:51Secondo me hai toccato un punto mai abbastanza discusso sul Flaminio: la vetustà dello stadio (più di 70 anni) e la scarsa manutenzione sicuramente negli ultimi 20. Per un manufatto in CLS sono tanti, io che sono ignorante a riguardo perché non ho una laurea mi domando se certe questioni sono state affrontate  e se sì come si prevede di ovviare, perché il problema visti i tragici precedenti sarebbe anche abbastanza serio.
Intanto il fatto che tu abbia scritto "CLS" per significare "calcestruzzo" fa di te uno che ne sa un minimo.
Io ho lavorato, dal 1996 al 2020 nel mondo delle costruzioni, in carpenteria metallica e in CLS armato. Gettato in opera o prefabbricato.
La tecnologia e la cultura hanno fatto passi avanti spaventosi, negli ultimi 60-70 anni. Il CLS oggi è diverso da quello di appena 25 anni fa. Ciò che lo distrugge la la permeabilità agli agenti ossidanti, la qualità degli inerti, la accuratezza del mix design, il ciclo completo di realizzazione dell'opera e, ovviamente, un programma manutentivo accurato e rigoroso.
Da un lato c'è il Morandi di Genova. Dall'altro tutti i viadotti della vecchia Firenze Bologna. Questi ultimi, progettati per sopportare il traffico degli anni 50-60 (pensate solo ai camion di quegli anni ed agli autoarticolati d'oggi) con dei semplici interventi di manutenzione "allo stato dell'arte" degli anni 80 (Malte strutturali) e degli anni 2010 (Malte strutturali + fibre di carbonio nelle zone "tese" + protettivi superficiali anti carbonatazione) stanno lì a portare carichi forse 100 volte superiori ai carichi di progetto anni 50.
Discorso analogo vale per le strutture un acciaio. Il millennium di Cardiff, realizzato da Cimolai di Pordenone, è un prodigio, per qualità e velocità di realizzazione. É chiaro che se quelle travi non le proteggi dalla corrosione si ammalorano (lo stadio è costeggiato dal un fiume) e vanno a puttane in dieci o 15 anni. Lo storebaelt (che unisce Copenhagen a Malmöe) è stato costruito saldando degli enormi cassoni in provincia di Livorno, applicando un primo strato di Zincante inorganico, poi spostati in Portogallo dove sono stati saldati e protetti con una epossidica a solvente. Poi portati in loco, montati e protetti con gli strati finali di pittura poliuretanica a basso spessore, previo ritocco delle "ammaccature" con epossitca "surface tollerant". Ed il ponte sta lì, ci passano macchine e treni e ci fa molto freddo, ed è molto umido.

Scusate la pseudo lezioncina, ma quando leggo di "Romanelle" mi ribolle il sangue nelle vene. Io non pretendo di insegnare la microbiologia a Vaz o la statistica (ed altri 200 argomenti) a Fat. Anzi, quando parlano loro, mi siedo ed ascolto, sperando di capire e apprendere. Ma se leggo cazzate... dopo un po' posso pure essere incazzato un pochino, eh? [semi cit]

Eroche..siusta

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Citazione di: Palo il Oggi alle 18:15Intanto il fatto che tu abbia scritto "CLS" per significare "calcestruzzo" fa di te uno che ne sa un minimo.
Io ho lavorato, dal 1996 al 2020 nel mondo delle costruzioni, in carpenteria metallica e in CLS armato. Gettato in opera o prefabbricato.
La tecnologia e la cultura hanno fatto passi avanti spaventosi, negli ultimi 60-70 anni. Il CLS oggi è diverso da quello di appena 25 anni fa. Ciò che lo distrugge la la permeabilità agli agenti ossidanti, la qualità degli inerti, la accuratezza del mix design, il ciclo completo di realizzazione dell'opera e, ovviamente, un programma manutentivo accurato e rigoroso.
Da un lato c'è il Morandi di Genova. Dall'altro tutti i viadotti della vecchia Firenze Bologna. Questi ultimi, progettati per sopportare il traffico degli anni 50-60 (pensate solo ai camion di quegli anni ed agli autoarticolati d'oggi) con dei semplici interventi di manutenzione "allo stato dell'arte" degli anni 80 (Malte strutturali) e degli anni 2010 (Malte strutturali + fibre di carbonio nelle zone "tese" + protettivi superficiali anti carbonatazione) stanno lì a portare carichi forse 100 volte superiori ai carichi di progetto anni 50.
Discorso analogo vale per le strutture un acciaio. Il millennium di Cardiff, realizzato da Cimolai di Pordenone, è un prodigio, per qualità e velocità di realizzazione. É chiaro che se quelle travi non le proteggi dalla corrosione si ammalorano (lo stadio è costeggiato dal un fiume) e vanno a puttane in dieci o 15 anni. Lo storebaelt (che unisce Copenhagen a Malmöe) è stato costruito saldando degli enormi cassoni in provincia di Livorno, applicando un primo strato di Zincante inorganico, poi spostati in Portogallo dove sono stati saldati e protetti con una epossidica a solvente. Poi portati in loco, montati e protetti con gli strati finali di pittura poliuretanica a basso spessore, previo ritocco delle "ammaccature" con epossitca "surface tollerant". Ed il ponte sta lì, ci passano macchine e treni e ci fa molto freddo, ed è molto umido.

Scusate la pseudo lezioncina, ma quando leggo di "Romanelle" mi ribolle il sangue nelle vene. Io non pretendo di insegnare la microbiologia a Vaz o la statistica (ed altri 200 argomenti) a Fat. Anzi, quando parlano loro, mi siedo ed ascolto, sperando di capire e apprendere. Ma se leggo cazzate... dopo un po' posso pure essere incazzato un pochino, eh? [semi cit]
Nsomma na romanella 8)
Seriamente ma questo stadio potrebbe venire giù all'improvviso?  Che ne so, tipo,si aĺarga una crepa e collassa? Ogni tanto qualcuno ne verifica la solidità? 

Palo

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Che venga giù dall'oggi al domani lo escluderei. Sopratutto perché credo che un qualche tecnico sia andato a darci un'occhiata. Lo stadio è stato progettato per contenere il peso di 40.000 persone (in piedi). Per quanto gli italiani fossero magri negli anni 60, parliamo comunque di un carico (distribuito) di 3 mila tonnellate. Oggi col solo peso proprio non viene giù. A meno che WBB non vada con un maglio da demolizione nottetempo a "giocare".

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Gio

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Citazione di: Pippo Jones il Oggi alle 14:32A me personalmente c'è una cosa che proprio non convince. Non è un problema nostro a meno di prodigioso della medicina. Mi pare che strutture di ferro cemento esposte alle intemperie abbiano una durata massima di 50-60 anni prima di sgretolarsi. La durata si può accorciare o allungare in base alla manutenzione, ma quando si costruisce una struttura di questo tipo bisognerebbe mettere in conto che dopo tot anni andrebbe demolita. Poi se è bella o contiene soluzioni interessanti nulla vieta di ricostruirlo identica. Se poi si preferisce che il ponte Morandi non resti una tragedia unica, avanti con le romanelle. Poi ho un'altra cosa che mi fa letteralmente impazzire. Il fatto di considerare logico lasciare un rudere pericoloso in pieno centro e costruire un nuovo stadio in un'area precedentemente agricola. Mi lego al discorso climatico. Quando qualcuno capirà che la gestione del territorio e non il consumo è una delle armi principali a disposizione per tentare di evitare di morire tutti bolliti non sarà mai troppo presto. Altro che costruire nuovi stadi a Pietralata, Fiumicino ecc. O nuovi quartieri o aree industriali in zone improbabili e cementificazione tutti, lasciando in piedi ecomostri e palazzi abbandonati da anni (scusate l'OT finale di questo secondo punto)
Rifare uno stadio nuovo a 800 metri da uno più grande, più bello e molto più facile da rimettere in sesto è ancora peggio, per me.

Pippo Jones

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Citazione di: Gio il Oggi alle 18:38Rifare uno stadio nuovo a 800 metri da uno più grande, più bello e molto più facile da rimettere in sesto è ancora peggio, per me.
Che c'entra? L'Olimpico serve per le gare di atletica, trasformarlo in uno stadio solo per il calcio non è possibile, diciamo che creare tribune semoventi nelle file basse si può fare, per le curve se non si vogliono lasciare i tifosi a più di 150m dalla porta è molto più complicato ed enormemente costoso sia come costruzione che come gestione operativa, in più lo stadio è del Coni. Se decidono di venderlo, te lo fanno demolire e ricostruire più piccolo senza piste e da 70000 posti sono pienamente d'accordo con te  :D

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