Citazione di: kurt il Ieri alle 15:51Secondo me hai toccato un punto mai abbastanza discusso sul Flaminio: la vetustà dello stadio (più di 70 anni) e la scarsa manutenzione sicuramente negli ultimi 20. Per un manufatto in CLS sono tanti, io che sono ignorante a riguardo perché non ho una laurea mi domando se certe questioni sono state affrontate e se sì come si prevede di ovviare, perché il problema visti i tragici precedenti sarebbe anche abbastanza serio.
Intanto il fatto che tu abbia scritto "CLS" per significare "calcestruzzo" fa di te uno che ne sa un minimo.
Io ho lavorato, dal 1996 al 2020 nel mondo delle costruzioni, in carpenteria metallica e in CLS armato. Gettato in opera o prefabbricato.
La tecnologia e la cultura hanno fatto passi avanti spaventosi, negli ultimi 60-70 anni. Il CLS oggi è diverso da quello di appena 25 anni fa. Ciò che lo distrugge la la permeabilità agli agenti ossidanti, la qualità degli inerti, la accuratezza del mix design, il ciclo completo di realizzazione dell'opera e, ovviamente, un programma manutentivo accurato e rigoroso.
Da un lato c'è il Morandi di Genova. Dall'altro tutti i viadotti della vecchia Firenze Bologna. Questi ultimi, progettati per sopportare il traffico degli anni 50-60 (pensate solo ai camion di quegli anni ed agli autoarticolati d'oggi) con dei semplici interventi di manutenzione "allo stato dell'arte" degli anni 80 (Malte strutturali) e degli anni 2010 (Malte strutturali + fibre di carbonio nelle zone "tese" + protettivi superficiali anti carbonatazione) stanno lì a portare carichi forse 100 volte superiori ai carichi di progetto anni 50.
Discorso analogo vale per le strutture un acciaio. Il millennium di Cardiff, realizzato da Cimolai di Pordenone, è un prodigio, per qualità e velocità di realizzazione. É chiaro che se quelle travi non le proteggi dalla corrosione si ammalorano (lo stadio è costeggiato dal un fiume) e vanno a puttane in dieci o 15 anni. Lo storebaelt (che unisce Copenhagen a Malmöe) è stato costruito saldando degli enormi cassoni in provincia di Livorno, applicando un primo strato di Zincante inorganico, poi spostati in Portogallo dove sono stati saldati e protetti con una epossidica a solvente. Poi portati in loco, montati e protetti con gli strati finali di pittura poliuretanica a basso spessore, previo ritocco delle "ammaccature" con epossitca "surface tollerant". Ed il ponte sta lì, ci passano macchine e treni e ci fa molto freddo, ed è molto umido.
Scusate la pseudo lezioncina, ma quando leggo di "Romanelle" mi ribolle il sangue nelle vene. Io non pretendo di insegnare la microbiologia a Vaz o la statistica (ed altri 200 argomenti) a Fat. Anzi, quando parlano loro, mi siedo ed ascolto, sperando di capire e apprendere. Ma se leggo cazzate... dopo un po' posso pure essere incazzato un pochino, eh? [semi cit]