La cosa che non torna, per logica prima che per competenza, è come sia possibile che dopo mesi di colloqui con gli uffici tecnici del comune e (si suppone, se sono bravi come si dice) anche con la Soprintendenza, sia uscito fuori un progetto che nella sostanza, al di là delle belle parole, è tutto da rifare nei principi fondamentali. Non hanno chiesto di spostare due tramezzi, ma di ripensare tutto il progetto da capo. In un mondo normale il committente li avrebbe mandati a casa con richiesta dei danni.
Per me, non torna.
Penso sia cambiato qualcosa nel tempo. Stanno passando dal miglior progetto possibile per Lazio, sul presupposto che i vincoli fossero superabili, a quello che tocca fare per salvare il Flaminio sperando che non confligga troppo con gli interessi della Lazio. È un'ipotesi che vale quel che vale, ma non riesco a darmi spiegazione migliore.