Stadio Flaminio (Topic Ufficiale)

Aperto da bassa79, 06 Mag 2012, 13:25

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Achab77

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* 20.441
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Citazione di: syrinx il 14 Ago 2026, 10:29la cosa che ti sfugge, ed è fondamentale, è che mentre l'accademy o simila non ha chiari ritorni economici per il gessore, lo stadio ne ha a pacchi. Quindi buttarla in caciara a che pro?
In realtà ni.
Aspettiamo di capire cosa accadrà col PEF, ma se davvero l'obiettivo è una romanella stile Franchi e i finanziamenti sono per il 90% da linee creditizie o presunti interventi esterni, prima di fare diventare il Flaminio un asset virtuoso per le casse della Lazio (leggi mercato e squadra, che sono le cose che poi a me interessano di più) passeranno parecchi anni.
La preoccupazione è che il sogno sostenibile poi diventi l'ennesimo mattoncino utile alla carriera politica di Lotito e un altro cappio al collo delle nostre ambizioni.

syrinx

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* 22.773
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Citazione di: Achab77 il 14 Ago 2026, 13:42In realtà ni.
Aspettiamo di capire cosa accadrà col PEF, ma se davvero l'obiettivo è una romanella stile Franchi e i finanziamenti sono per il 90% da linee creditizie o presunti interventi esterni, prima di fare diventare il Flaminio un asset virtuoso per le casse della Lazio (leggi mercato e squadra, che sono le cose che poi a me interessano di più) passeranno parecchi anni.
La preoccupazione è che il sogno sostenibile poi diventi l'ennesimo mattoncino utile alla carriera politica di Lotito e un altro cappio al collo delle nostre ambizioni.

tutto giusto, ma io rispondevo a WWB che chiamava in causa gli interessi di lotito non della Lazio. 

Pippo Jones

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Citazione di: Palo il 14 Ago 2026, 07:15Guarda, la soluzione nervi ha valore sulla base della sua peculiarità e non perché Pierluigi Nervi abbia personalmente assemblato l'opera. È come dire: "La pensilina viene fatta in legno lamellare o in lastre ondulate." La peculiarità consiste nella soluzione progettata ed adottata. C'è letteratura al riguardo.
Insomma, se proprio ci tengono, tutta la soluzione della copertura (a 360 gradi) là si può fare usando delle "grandi mensole prefabbricate aggettanti in ferro-cemento". Che, tra l'altro, è anche una soluzione economicamente più che accettabile.
A me personalmente c'è una cosa che proprio non convince. Non è un problema nostro a meno di prodigioso della medicina. Mi pare che strutture di ferro cemento esposte alle intemperie abbiano una durata massima di 50-60 anni prima di sgretolarsi. La durata si può accorciare o allungare in base alla manutenzione, ma quando si costruisce una struttura di questo tipo bisognerebbe mettere in conto che dopo tot anni andrebbe demolita. Poi se è bella o contiene soluzioni interessanti nulla vieta di ricostruirlo identica. Se poi si preferisce che il ponte Morandi non resti una tragedia unica, avanti con le romanelle. Poi ho un'altra cosa che mi fa letteralmente impazzire. Il fatto di considerare logico lasciare un rudere pericoloso in pieno centro e costruire un nuovo stadio in un'area precedentemente agricola. Mi lego al discorso climatico. Quando qualcuno capirà che la gestione del territorio e non il consumo è una delle armi principali a disposizione per tentare di evitare di morire tutti bolliti non sarà mai troppo presto. Altro che costruire nuovi stadi a Pietralata, Fiumicino ecc. O nuovi quartieri o aree industriali in zone improbabili e cementificazione tutti, lasciando in piedi ecomostri e palazzi abbandonati da anni (scusate l'OT finale di questo secondo punto)

kurt

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* 8.259
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Citazione di: Pippo Jones il 14 Ago 2026, 14:32A me personalmente c'è una cosa che proprio non convince. Non è un problema nostro a meno di prodigioso della medicina. Mi pare che strutture di ferro cemento esposte alle intemperie abbiano una durata massima di 50-60 anni prima di sgretolarsi. La durata si può accorciare o allungare in base alla manutenzione, ma quando si costruisce una struttura di questo tipo bisognerebbe mettere in conto che dopo tot anni andrebbe demolita. Poi se è bella o contiene soluzioni interessanti nulla vieta di ricostruirlo identica. Se poi si preferisce che il ponte Morandi non resti una tragedia unica, avanti con le romanelle. Poi ho un'altra cosa che mi fa letteralmente impazzire. Il fatto di considerare logico lasciare un rudere pericoloso in pieno centro e costruire un nuovo stadio in un'area precedentemente agricola. Mi lego al discorso climatico. Quando qualcuno capirà che la gestione del territorio e non il consumo è una delle armi principali a disposizione per tentare di evitare di morire tutti bolliti non sarà mai troppo presto. Altro che costruire nuovi stadi a Pietralata, Fiumicino ecc. O nuovi quartieri o aree industriali in zone improbabili e cementificazione tutti, lasciando in piedi ecomostri e palazzi abbandonati da anni (scusate l'OT finale di questo secondo punto)
Secondo me hai toccato un punto mai abbastanza discusso sul Flaminio: la vetustà dello stadio (più di 70 anni) e la scarsa manutenzione sicuramente negli ultimi 20. Per un manufatto in CLS sono tanti, io che sono ignorante a riguardo perché non ho una laurea mi domando se certe questioni sono state affrontate  e se sì come si prevede di ovviare, perché il problema visti i tragici precedenti sarebbe anche abbastanza serio.

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cartesio

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* 24.292
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Citazione di: Pippo Jones il 14 Ago 2026, 14:32Poi ho un'altra cosa che mi fa letteralmente impazzire. Il fatto di considerare logico lasciare un rudere pericoloso in pieno centro e costruire un nuovo stadio in un'area precedentemente agricola. Mi lego al discorso climatico. Quando qualcuno capirà che la gestione del territorio e non il consumo è una delle armi principali a disposizione per tentare di evitare di morire tutti bolliti non sarà mai troppo presto. Altro che costruire nuovi stadi a Pietralata, Fiumicino ecc. O nuovi quartieri o aree industriali in zone improbabili e cementificazione tutti, lasciando in piedi ecomostri e palazzi abbandonati da anni (scusate l'OT finale di questo secondo punto)

Sacrosanto.
In alcune città hanno iniziato ad eliminare aree asfaltate.

https://www.mattinopadova.it/cronaca/padova-piano-depavimentazione-400-aree-citta-spugna-verde-clima-n9o682ld

Palo

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* 16.096
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Citazione di: kurt il 14 Ago 2026, 15:51Secondo me hai toccato un punto mai abbastanza discusso sul Flaminio: la vetustà dello stadio (più di 70 anni) e la scarsa manutenzione sicuramente negli ultimi 20. Per un manufatto in CLS sono tanti, io che sono ignorante a riguardo perché non ho una laurea mi domando se certe questioni sono state affrontate  e se sì come si prevede di ovviare, perché il problema visti i tragici precedenti sarebbe anche abbastanza serio.
Intanto il fatto che tu abbia scritto "CLS" per significare "calcestruzzo" fa di te uno che ne sa un minimo.
Io ho lavorato, dal 1996 al 2020 nel mondo delle costruzioni, in carpenteria metallica e in CLS armato. Gettato in opera o prefabbricato.
La tecnologia e la cultura hanno fatto passi avanti spaventosi, negli ultimi 60-70 anni. Il CLS oggi è diverso da quello di appena 25 anni fa. Ciò che lo distrugge la la permeabilità agli agenti ossidanti, la qualità degli inerti, la accuratezza del mix design, il ciclo completo di realizzazione dell'opera e, ovviamente, un programma manutentivo accurato e rigoroso.
Da un lato c'è il Morandi di Genova. Dall'altro tutti i viadotti della vecchia Firenze Bologna. Questi ultimi, progettati per sopportare il traffico degli anni 50-60 (pensate solo ai camion di quegli anni ed agli autoarticolati d'oggi) con dei semplici interventi di manutenzione "allo stato dell'arte" degli anni 80 (Malte strutturali) e degli anni 2010 (Malte strutturali + fibre di carbonio nelle zone "tese" + protettivi superficiali anti carbonatazione) stanno lì a portare carichi forse 100 volte superiori ai carichi di progetto anni 50.
Discorso analogo vale per le strutture un acciaio. Il millennium di Cardiff, realizzato da Cimolai di Pordenone, è un prodigio, per qualità e velocità di realizzazione. É chiaro che se quelle travi non le proteggi dalla corrosione si ammalorano (lo stadio è costeggiato dal un fiume) e vanno a puttane in dieci o 15 anni. Lo storebaelt (che unisce Copenhagen a Malmöe) è stato costruito saldando degli enormi cassoni in provincia di Livorno, applicando un primo strato di Zincante inorganico, poi spostati in Portogallo dove sono stati saldati e protetti con una epossidica a solvente. Poi portati in loco, montati e protetti con gli strati finali di pittura poliuretanica a basso spessore, previo ritocco delle "ammaccature" con epossitca "surface tollerant". Ed il ponte sta lì, ci passano macchine e treni e ci fa molto freddo, ed è molto umido.

Scusate la pseudo lezioncina, ma quando leggo di "Romanelle" mi ribolle il sangue nelle vene. Io non pretendo di insegnare la microbiologia a Vaz o la statistica (ed altri 200 argomenti) a Fat. Anzi, quando parlano loro, mi siedo ed ascolto, sperando di capire e apprendere. Ma se leggo cazzate... dopo un po' posso pure essere incazzato un pochino, eh? [semi cit]

Eroche..siusta

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Citazione di: Palo il 14 Ago 2026, 18:15Intanto il fatto che tu abbia scritto "CLS" per significare "calcestruzzo" fa di te uno che ne sa un minimo.
Io ho lavorato, dal 1996 al 2020 nel mondo delle costruzioni, in carpenteria metallica e in CLS armato. Gettato in opera o prefabbricato.
La tecnologia e la cultura hanno fatto passi avanti spaventosi, negli ultimi 60-70 anni. Il CLS oggi è diverso da quello di appena 25 anni fa. Ciò che lo distrugge la la permeabilità agli agenti ossidanti, la qualità degli inerti, la accuratezza del mix design, il ciclo completo di realizzazione dell'opera e, ovviamente, un programma manutentivo accurato e rigoroso.
Da un lato c'è il Morandi di Genova. Dall'altro tutti i viadotti della vecchia Firenze Bologna. Questi ultimi, progettati per sopportare il traffico degli anni 50-60 (pensate solo ai camion di quegli anni ed agli autoarticolati d'oggi) con dei semplici interventi di manutenzione "allo stato dell'arte" degli anni 80 (Malte strutturali) e degli anni 2010 (Malte strutturali + fibre di carbonio nelle zone "tese" + protettivi superficiali anti carbonatazione) stanno lì a portare carichi forse 100 volte superiori ai carichi di progetto anni 50.
Discorso analogo vale per le strutture un acciaio. Il millennium di Cardiff, realizzato da Cimolai di Pordenone, è un prodigio, per qualità e velocità di realizzazione. É chiaro che se quelle travi non le proteggi dalla corrosione si ammalorano (lo stadio è costeggiato dal un fiume) e vanno a puttane in dieci o 15 anni. Lo storebaelt (che unisce Copenhagen a Malmöe) è stato costruito saldando degli enormi cassoni in provincia di Livorno, applicando un primo strato di Zincante inorganico, poi spostati in Portogallo dove sono stati saldati e protetti con una epossidica a solvente. Poi portati in loco, montati e protetti con gli strati finali di pittura poliuretanica a basso spessore, previo ritocco delle "ammaccature" con epossitca "surface tollerant". Ed il ponte sta lì, ci passano macchine e treni e ci fa molto freddo, ed è molto umido.

Scusate la pseudo lezioncina, ma quando leggo di "Romanelle" mi ribolle il sangue nelle vene. Io non pretendo di insegnare la microbiologia a Vaz o la statistica (ed altri 200 argomenti) a Fat. Anzi, quando parlano loro, mi siedo ed ascolto, sperando di capire e apprendere. Ma se leggo cazzate... dopo un po' posso pure essere incazzato un pochino, eh? [semi cit]
Nsomma na romanella 8)
Seriamente ma questo stadio potrebbe venire giù all'improvviso?  Che ne so, tipo,si aĺarga una crepa e collassa? Ogni tanto qualcuno ne verifica la solidità? 

Palo

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Che venga giù dall'oggi al domani lo escluderei. Sopratutto perché credo che un qualche tecnico sia andato a darci un'occhiata. Lo stadio è stato progettato per contenere il peso di 40.000 persone (in piedi). Per quanto gli italiani fossero magri negli anni 60, parliamo comunque di un carico (distribuito) di 3 mila tonnellate. Oggi col solo peso proprio non viene giù. A meno che WBB non vada con un maglio da demolizione nottetempo a "giocare".

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Gio

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Citazione di: Pippo Jones il 14 Ago 2026, 14:32A me personalmente c'è una cosa che proprio non convince. Non è un problema nostro a meno di prodigioso della medicina. Mi pare che strutture di ferro cemento esposte alle intemperie abbiano una durata massima di 50-60 anni prima di sgretolarsi. La durata si può accorciare o allungare in base alla manutenzione, ma quando si costruisce una struttura di questo tipo bisognerebbe mettere in conto che dopo tot anni andrebbe demolita. Poi se è bella o contiene soluzioni interessanti nulla vieta di ricostruirlo identica. Se poi si preferisce che il ponte Morandi non resti una tragedia unica, avanti con le romanelle. Poi ho un'altra cosa che mi fa letteralmente impazzire. Il fatto di considerare logico lasciare un rudere pericoloso in pieno centro e costruire un nuovo stadio in un'area precedentemente agricola. Mi lego al discorso climatico. Quando qualcuno capirà che la gestione del territorio e non il consumo è una delle armi principali a disposizione per tentare di evitare di morire tutti bolliti non sarà mai troppo presto. Altro che costruire nuovi stadi a Pietralata, Fiumicino ecc. O nuovi quartieri o aree industriali in zone improbabili e cementificazione tutti, lasciando in piedi ecomostri e palazzi abbandonati da anni (scusate l'OT finale di questo secondo punto)
Rifare uno stadio nuovo a 800 metri da uno più grande, più bello e molto più facile da rimettere in sesto è ancora peggio, per me.

Pippo Jones

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Citazione di: Gio il 14 Ago 2026, 18:38Rifare uno stadio nuovo a 800 metri da uno più grande, più bello e molto più facile da rimettere in sesto è ancora peggio, per me.
Che c'entra? L'Olimpico serve per le gare di atletica, trasformarlo in uno stadio solo per il calcio non è possibile, diciamo che creare tribune semoventi nelle file basse si può fare, per le curve se non si vogliono lasciare i tifosi a più di 150m dalla porta è molto più complicato ed enormemente costoso sia come costruzione che come gestione operativa, in più lo stadio è del Coni. Se decidono di venderlo, te lo fanno demolire e ricostruire più piccolo senza piste e da 70000 posti sono pienamente d'accordo con te  :D

kurt

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Citazione di: Palo il 14 Ago 2026, 18:15Intanto il fatto che tu abbia scritto "CLS" per significare "calcestruzzo" fa di te uno che ne sa un minimo.
Io ho lavorato, dal 1996 al 2020 nel mondo delle costruzioni, in carpenteria metallica e in CLS armato. Gettato in opera o prefabbricato.
La tecnologia e la cultura hanno fatto passi avanti spaventosi, negli ultimi 60-70 anni. Il CLS oggi è diverso da quello di appena 25 anni fa. Ciò che lo distrugge la la permeabilità agli agenti ossidanti, la qualità degli inerti, la accuratezza del mix design, il ciclo completo di realizzazione dell'opera e, ovviamente, un programma manutentivo accurato e rigoroso.
Da un lato c'è il Morandi di Genova. Dall'altro tutti i viadotti della vecchia Firenze Bologna. Questi ultimi, progettati per sopportare il traffico degli anni 50-60 (pensate solo ai camion di quegli anni ed agli autoarticolati d'oggi) con dei semplici interventi di manutenzione "allo stato dell'arte" degli anni 80 (Malte strutturali) e degli anni 2010 (Malte strutturali + fibre di carbonio nelle zone "tese" + protettivi superficiali anti carbonatazione) stanno lì a portare carichi forse 100 volte superiori ai carichi di progetto anni 50.
Discorso analogo vale per le strutture un acciaio. Il millennium di Cardiff, realizzato da Cimolai di Pordenone, è un prodigio, per qualità e velocità di realizzazione. É chiaro che se quelle travi non le proteggi dalla corrosione si ammalorano (lo stadio è costeggiato dal un fiume) e vanno a puttane in dieci o 15 anni. Lo storebaelt (che unisce Copenhagen a Malmöe) è stato costruito saldando degli enormi cassoni in provincia di Livorno, applicando un primo strato di Zincante inorganico, poi spostati in Portogallo dove sono stati saldati e protetti con una epossidica a solvente. Poi portati in loco, montati e protetti con gli strati finali di pittura poliuretanica a basso spessore, previo ritocco delle "ammaccature" con epossitca "surface tollerant". Ed il ponte sta lì, ci passano macchine e treni e ci fa molto freddo, ed è molto umido.

Scusate la pseudo lezioncina, ma quando leggo di "Romanelle" mi ribolle il sangue nelle vene. Io non pretendo di insegnare la microbiologia a Vaz o la statistica (ed altri 200 argomenti) a Fat. Anzi, quando parlano loro, mi siedo ed ascolto, sperando di capire e apprendere. Ma se leggo cazzate... dopo un po' posso pure essere incazzato un pochino, eh? [semi cit]
Mi hai sgamato 😁 ma non ho la tua esperienza nel settore (non entro nello specifico del mio vissuto perché non frega a nessuno). Con il tuo intervento mi hai chiarito e mi hai rassicurato su alcuni aspetti che mi preoccupavano non poco. Grazie.

teodoro

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* 1.813
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proporrei uno scambio: Flaminio al Coni trasformandolo per atletica e rugby con 25 mila posti.
Olimpico alla Lazio che lo ricostruisce per 60mila, solo calcio chiaramente  

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hafssol

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Citazione di: teodoro il Ieri alle 11:16proporrei uno scambio: Flaminio al Coni trasformandolo per atletica e rugby con 25 mila posti.
Olimpico alla Lazio che lo ricostruisce per 60mila, solo calcio chiaramente 
Suggestione del tutto ipotetica ma praticamente improponibile, tanto per le diverse proprietà dei due impianti (Comune/Sport e Salute) quanto per l'impossibilità logistica di adattare le dimensioni del Flaminio, piccolo impianto per il calcio, a contenere una pista d'atletica. Sarebbe persino più complicato e invasivo sulla struttura attuale rispetto al progetto di ristrutturazione lotitiano.

mr_steed

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Citazione di: hafssol il Ieri alle 11:31Suggestione del tutto ipotetica ma praticamente improponibile, tanto per le diverse proprietà dei due impianti (Comune/Sport e Salute) quanto per l'impossibilità logistica di adattare le dimensioni del Flaminio, piccolo impianto per il calcio, a contenere una pista d'atletica. Sarebbe persino più complicato e invasivo sulla struttura attuale rispetto al progetto di ristrutturazione lotitiano.
sì infatti... sarebbe impossibile costruire uno stato di atletica dentro il flaminio lasciando intatte le tribune... 

per conto mio invece l'olimpico, per renderlo utilizzabile maggiormente oltre che favorire la visuale degli incontri di rugby e calcio, andrebbe spianato totalmente e ricostruito, ammodernandolo, tenendo conto del progetto originario, con pista di atletica a "scomparsa" e copertura simile a quella che propose la ditta di costantino rozzi, molto simile alla copertura dello stadio di vienna, che fu bocciata nonostante fosse molto meno costosa e molto meno impattante sulla collina di monte mario...

cippolo

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Citazione di: Palo il 14 Ago 2026, 18:15Intanto il fatto che tu abbia scritto "CLS" per significare "calcestruzzo" fa di te uno che ne sa un minimo.
Io ho lavorato, dal 1996 al 2020 nel mondo delle costruzioni, in carpenteria metallica e in CLS armato. Gettato in opera o prefabbricato.
La tecnologia e la cultura hanno fatto passi avanti spaventosi, negli ultimi 60-70 anni. Il CLS oggi è diverso da quello di appena 25 anni fa. Ciò che lo distrugge la la permeabilità agli agenti ossidanti, la qualità degli inerti, la accuratezza del mix design, il ciclo completo di realizzazione dell'opera e, ovviamente, un programma manutentivo accurato e rigoroso.
Da un lato c'è il Morandi di Genova. Dall'altro tutti i viadotti della vecchia Firenze Bologna. Questi ultimi, progettati per sopportare il traffico degli anni 50-60 (pensate solo ai camion di quegli anni ed agli autoarticolati d'oggi) con dei semplici interventi di manutenzione "allo stato dell'arte" degli anni 80 (Malte strutturali) e degli anni 2010 (Malte strutturali + fibre di carbonio nelle zone "tese" + protettivi superficiali anti carbonatazione) stanno lì a portare carichi forse 100 volte superiori ai carichi di progetto anni 50.
Discorso analogo vale per le strutture un acciaio. Il millennium di Cardiff, realizzato da Cimolai di Pordenone, è un prodigio, per qualità e velocità di realizzazione. É chiaro che se quelle travi non le proteggi dalla corrosione si ammalorano (lo stadio è costeggiato dal un fiume) e vanno a puttane in dieci o 15 anni. Lo storebaelt (che unisce Copenhagen a Malmöe) è stato costruito saldando degli enormi cassoni in provincia di Livorno, applicando un primo strato di Zincante inorganico, poi spostati in Portogallo dove sono stati saldati e protetti con una epossidica a solvente. Poi portati in loco, montati e protetti con gli strati finali di pittura poliuretanica a basso spessore, previo ritocco delle "ammaccature" con epossitca "surface tollerant". Ed il ponte sta lì, ci passano macchine e treni e ci fa molto freddo, ed è molto umido.

Scusate la pseudo lezioncina, ma quando leggo di "Romanelle" mi ribolle il sangue nelle vene. Io non pretendo di insegnare la microbiologia a Vaz o la statistica (ed altri 200 argomenti) a Fat. Anzi, quando parlano loro, mi siedo ed ascolto, sperando di capire e apprendere. Ma se leggo cazzate... dopo un po' posso pure essere incazzato un pochino, eh? [semi cit]
Nessuna lezioncina Palo. È sempre un piacere leggerti. Una domanda se posso visto che ti vedo pratico in cemento ed altro.  Per lavoro nel 2019 sono entrato nel Flaminio per rimuovere immondizia, bivacchi di senza fissa dimora e taglio dell'erba.  La cosa che mi ha colpito di più, oltrecal totale abbandono, vedere in molti punti il cemento molto lesionato con punti  in colonne e travi dove l'armatura di ferro era completamente senza cemento ed esposta alle intemperie.  Ora non credo sia normale. A queste condizione è  recuperabile o parere mio, é meglio buttare tutto giù? (Sempre se non cade prima da solo)

Palo

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Citazione di: cippolo il Ieri alle 14:41Nessuna lezioncina Palo. È sempre un piacere leggerti. Una domanda se posso visto che ti vedo pratico in cemento ed altro.  Per lavoro nel 2019 sono entrato nel Flaminio per rimuovere immondizia, bivacchi di senza fissa dimora e taglio dell'erba.  La cosa che mi ha colpito di più, oltrecal totale abbandono, vedere in molti punti il cemento molto lesionato con punti  in colonne e travi dove l'armatura di ferro era completamente senza cemento ed esposta alle intemperie.  Ora non credo sia normale. A queste condizione è  recuperabile o parere mio, é meglio buttare tutto giù? (Sempre se non cade prima da solo)
Nel calcestruzzo armato la resistenza viene data dalla parte in acciaio (trazione) e dalla parte in cls per quel che concerne la compressione. I pochi centimetri di cls he sono all'esterno del "perimetro" delimitato internamente dai ferri più esterni, chiamato copriferro, non collabora alle restistenza meccanixhe. Ha la funzione di coprire i ferri e proteggerli dalla corrosione. Quello che hai notato è che succede spesso (osservate i balconi, spesso il copriferro si ammalora e "salta" via) e un problema comune e facilmente risolvibile. La parte incoerente deve essere rimossa (acqua ad alta pressione, idrolavaggio o sabbiatura) i ferri puliti protetti con coating passivanti, e, se necessario, integrati con reti elettrosaldate o, meglio, con Malte fibrorinforzate. Le Malte possono essere utilizzate per ripristinare la sezione di progetto. E, se si vuole fare un salto di resistenza, applicare nelle sole zone tese tessuti in fibra (carbonio, vetro) magari in più strati. E chiudere tutto con un ciclo di protezione anti carbonatazione.
Sta roba qui è comunissima nelle manutenzioni degli impalcati dei viadotti, dei ponti e, in generale, delle opere in calcestruzzo. Il rinforzo delle pile, viene fatto con cerchiatura con fibra. Tutte le fibre vengono "incollate" all'elemento da rinforzare, con strati millimetrici di resine epossidiche, e poi "chiuso" con i coating di cui si parlava prima.
Chi fa sta roba sono multinazionali come sika o mapei. Il ramo d'azienda della multinazionale per la quale lavoravo io è stato ceduto a Sika, dopo che io era andato in pensione.

Palo

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Il Morandi è collassato perché hanno ceduto, per corrosione, gli stralli formati da cavi (belli grossi) di acciaio. Si rompe uno strallo e la struttura viene indebolita gravemente in tutto il suo intorno. Si sovraccarica l'antenna, saltano gli altri tre stralli e vengono giù un'antenna ed i due tratti di impalcato attaccati a quell'antenna. Il resto del ponte non è mica caduto, almeno lì per lì. Questo vuol dire che l'ingegner Morandi aveva fatto un'ottimo progetto. E la SPES delle cattive manutenzioni.

cippolo

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Citazione di: Palo il Ieri alle 15:26Nel calcestruzzo armato la resistenza viene data dalla parte in acciaio (trazione) e dalla parte in cls per quel che concerne la compressione. I pochi centimetri di cls he sono all'esterno del "perimetro" delimitato internamente dai ferri più esterni, chiamato copriferro, non collabora alle restistenza meccanixhe. Ha la funzione di coprire i ferri e proteggerli dalla corrosione. Quello che hai notato è che succede spesso (osservate i balconi, spesso il copriferro si ammalora e "salta" via) e un problema comune e facilmente risolvibile. La parte incoerente deve essere rimossa (acqua ad alta pressione, idrolavaggio o sabbiatura) i ferri puliti protetti con coating passivanti, e, se necessario, integrati con reti elettrosaldate o, meglio, con Malte fibrorinforzate. Le Malte possono essere utilizzate per ripristinare la sezione di progetto. E, se si vuole fare un salto di resistenza, applicare nelle sole zone tese tessuti in fibra (carbonio, vetro) magari in più strati. E chiudere tutto con un ciclo di protezione anti carbonatazione.
Sta roba qui è comunissima nelle manutenzioni degli impalcati dei viadotti, dei ponti e, in generale, delle opere in calcestruzzo. Il rinforzo delle pile, viene fatto con cerchiatura con fibra. Tutte le fibre vengono "incollate" all'elemento da rinforzare, con strati millimetrici di resine epossidiche, e poi "chiuso" con i coating di cui si parlava prima.
Chi fa sta roba sono multinazionali come sika o mapei. Il ramo d'azienda della multinazionale per la quale lavoravo io è stato ceduto a Sika, dopo che io era andato in pensione.
Palo grazie per la risposta e per la spiegazione.  Buon Ferragosto e sempre Forza Lazio 

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cartesio

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Citazione di: Palo il Ieri alle 15:26Sta roba qui è comunissima nelle manutenzioni degli impalcati dei viadotti, dei ponti e, in generale, delle opere in calcestruzzo. Il rinforzo delle pile, viene fatto con cerchiatura con fibra. Tutte le fibre vengono "incollate" all'elemento da rinforzare, con strati millimetrici di resine epossidiche, e poi "chiuso" con i coating di cui si parlava prima.
Chi fa sta roba sono multinazionali come sika o mapei. Il ramo d'azienda della multinazionale per la quale lavoravo io è stato ceduto a Sika, dopo che io era andato in pensione.

Nell'eventualità che il Flaminio venga sistemato spero che non si risparmi sulle spese e che i lavori vengano affidati a chi li sa fare.

Achab77

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Ma senza andarci a scannare su tecnicismi o paure virtuali su situazioni finanziarie che non si conoscono, io chiedo a esperti e meno esperti: se si tratterà di una cosa tipo quella che stanno facendo a Firenze, a voi piacerebbe?
Parlo solo in maniera meramente estetica e rivolta alla potenziale capienza.

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